el6ato y el7opo

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ESCLUSIVO: I BILANCI DI ALITALIA?

exclusivNo, il declino di el6ato y el7opo…

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novembre 14, 2008 Posted by | comunicazione di servizio, Devolution, Dipartimento Scuola Educazione, el6ato, Politica, rassegna stampa, rifiutato dallo sponsor, Si stava meglio quando si stava peggio, statistiche | Lascia un commento

Il figlio rosicone di gheddafi (quanti pensieri ci dà….)

Mesi dopo il reportage sulla gayezza di gheddafi jr. el 6atoy el 7opo torna a inimicarsi gran parte della popolazione libica ancora viva

Al-Saadi Gheddafi si prepara la colazione

Tre uomini bendati messi al muro, tre tifosi del Al-Ahly di Bengasi con il gagliardetto in mano. Al posto del plotone di esecuzione c’è il figlio primogenito di Muammar Gheddafi, il Colonnello che guida la Libia da 39 anni. Al-Saadi indossa la sua divisa preferita, quella da calciatore (ha militato dal 2003 al 2006 nel campionato italiano di Serie A, prima a Perugia e poi a Udine). Eccolo mentre «spara » di piatto destro il pallone contro i condannati. Accanto a loro, un asinello con l’offensiva scritta Al-Saadi sulla groppa.

Tutto chiaro? Questo è il fotomontaggio, il rebus perfetto, con cui il mensile francese “So Foot” illustra una storiaccia di calcio, arbitri e condanne a morte tutta giocata tra i campi e i tribunali della Libia. Una storia dimenticata: la Fifa, l’organo supremo del football mondiale, assicura di «non aver mai aperto un’inchiesta».

La Lega calcio libica ha le carte in regola per ospitare la Coppa d’Africa nel 2014. E forse potrebbe contribuire a risolvere l’annosa questione degli arbitraggi che avvelena anche il nostro campionato. Moviola in campo? Arbitri di area? Inutili. La soluzione sta negli assistenti. Devono essere armati. E come tutti rispondere al bene supremo della nazione. Cioè di chi comanda.

Altro che sudditanza psicologica. Sudditanza e basta, a mano armata. Estate 2000, l’Al-Ahly Bengasi riceve l’Al-Alhy (il nome significa nazionale) di Tripoli, la squadra di Gheddafi junior. I padroni di casa chiudono in vantaggio il primo tempo, 1-0. Nella ripresa, si vede chi sono i veri padroni. L’arbitro regala due rigori agli ospiti, e poi convalida un gol del Tripoli in netto fuorigioco. I giocatori del Bengasi vogliono lasciare il campo in segno di protesta. Più che i guardalinee, sono le guardie del corpo di Al-Saadi ai bordi del campo a convincerli a continuare. La partita deve finire regolarmente. Il Tripoli vince 3 a 1.

Cosa si aspettavano, i tifosi del Bengasi? Quella è la squadra del figlio del capo. Zitti e correre. Poche settimane dopo, 20 luglio, i biancorossi affrontano l’Al-Bayada. E’ la città natale della madre di Al-Saadi. Stesso copione. Quando il direttore di gara concede un rigore inesistente agli avversari, esplode la rivolta. Deve vincere sempre pure la squadra della mamma del capo? E’ troppo. Invasione di campo, partita sospesa. Fuori dallo stadio i tifosi si scatenano.

Bruciano diverse auto, tra cui quella di Al-Saadi. Atti vandalici, certo, ma la Libia vanta precedenti peggiori: nel 1996 il derby di Tripoli (tra due squadre sulla carta apparentate nel segno dei Gheddafi, una sostenuta da Saadi l’altra dal fratello Mohammed) finì in un bagno di sangue, con la polizia che sparò sulla folla uccidendo decine di persone.

La partita Bengasi-Bayada non si conclude con una carneficina. Ma i tifosi della città cirenaica, il giorno dopo, osano mettere in scena uno scherzo che non può passare impunito. Fanno circolare per le strade di Bengasi un asinello che ha sulla groppa il nome Al-Saadi.

Gheddafi junior ride di voi

La vendetta non tarda. Il 28 agosto 2000 la squadra è sciolta. Quattro giorni più tardi — secondo la ricostruzione di “So Foot” che ha raccolto diverse testimonianze — le infrastrutture della società vengono distrutte con i bulldozer. Decine di persone vengono arrestate. La Fifa non fa una piega. Human Rights Watch e Amnesty International cominciano le denunce: nel 2001 nove tifosi vengono condannati con sentenza definitiva. Durissima. Colpevoli di aver militato «di una società segreta proibita dalla legge».

Usando come paravento il club di calcio e le tribune degli stadi, i tifosi avrebbero in realtà «complottato» contro la gloriosa «Rivoluzione libica e contro il suo leader ». Non erano soli. Più che con tifoserie gemellate, gli hooligans del Bengasi «hanno collaborato con servizi segreti stranieri». Bugie, racconta ora il tifoso Omar Ben Daoud al giornale francese: «La politica non c’entrava nulla. Eravamo furenti per l’arbitraggio».

Per tre imputati condanna a morte. Il 10 febbraio 2002 sono legati a un palo, con gli occhi bendati. Per un’ora. Il plotone non arriva. Tortura psicologica. Le pene capitali vengono ridotte all’ergastolo. Nell’ottobre 2005 il Consiglio Supremo libera i condannati (ma la pena è solo sospesa, e possono tornar dentro in ogni momento). Otto, perché nel frattempo uno è morto. Si è impiccato nella sua cella nel 2004. Lo stesso anno in cui Al-Saad esordiva bel bello in Serie A, Perugia-Juventus 1 a 0 gol di Ravanelli. Nessuno gli chiese conto del caso Bengasi, di quei tifosi condannati alla fucilazione: scusi, Al-Saadi, in un Paese dove non c’è libertà almeno sui campi di calcio può vincere il migliore? Niente.

Più che il suo palleggio, furono i soldi di papà a consigliare l’ingaggio di Gheddafino, ad aprirgli le porte dell’Italia (Tripoli è tuttora proprietaria del 7,5% della Juventus). Oggi gli scampati al plotone di esecuzione raccontano a “So Foot” che furono torturati. Al Saadi ufficialmente non si occupa più di calcio. Ha ripreso il grado di colonnello nelle forze speciali. Il Bengasi è stato riabilitato. L’anno scorso è arrivato quinto. Niente più invasioni di campo però. Gli arbitri libici sono i migliori del mondo.

thanx: dagospia\il corriere della sera

febbraio 8, 2008 Posted by | l'islam che piace ai giovani, Parenti Scomodi, rifiutato dallo sponsor, Si stava meglio quando si stava peggio | Lascia un commento

SANTE CHIAPPE

Carlo Rossella e marcellopera per “La Stampa”

Taki, nella sua rubrica High Life sullo Spectator «Beautiful Rome». Anne Hathaway «Dreaming Roma». Sienna Miller «Fantastic Rome». Anna Wintour, direttrice di Vogue «Rome is romantic and charming». I personaggi dello star system hanno elogiato nelle settimane scorse la Roma di Valentino, tutta sfilate ed eleganza, discrezione e stile. Hanno portato a Londra ed a New York una immagine della capitale bella e sconvolgente come una foto di Mario Testino per Vanity Fair.
Ma la Roma estiva, accaldata, sudata, lucida di creme ed abbronzanti, nuda e cruda è ben diversa dalla chic Roma del gran sarto di piazza Mignanelli.

(L’esplosiva Rita Rusic nella Roma godona – Foto U.Pizzi)


È la Roma di via del Corso, che marcia seminuda verso la meta. Certi pomeriggi basta fermarsi in largo Goldoni e guardare le due colonne umane che provengono una da via Condotti e l’altra dal Corso, verso e da piazza del Popolo. Su dieci donne, almeno cinque mostrano molto più del necessario. Seni straripanti sotto le micro magliette. Ombelichi spesso emergenti da pance adipose. Fondi schiena che fanno intravedere tutto il possibile. Gambe in completo plein air, su su fin quasi all’ultimo piano. La pelle di queste guerriere è in genere abbronzata o rossa di calore, specie nelle viaggiatrici nordiche. Le nude affrontano in modo sfacciato le svestite, soprattutto se sono in gruppo.

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luglio 25, 2007 Posted by | Sex in the 21st Century, Si stava meglio quando si stava peggio, spazio ai giovani | 28 commenti

QUANDO NON C’ERA L’iPHONE – 05

luglio 12, 2007 Posted by | Advertising, Dipartimento Scuola Educazione, From the depth of the internetweb, iphone, Protagonisti del secolo passato, Pubblicità, Quando non c'era l'iPhone, rifiutato dallo sponsor, Si stava meglio quando si stava peggio | Lascia un commento

Mika Brzezinski e le italiane cacciate (accendino o panino?)

Marco Travaglio e marcellopera per “l’Unità”

Finiremo per montarci la testa: quattro anni fa, quando Rai e Mediaset diffondevano a reti unificate il Tg Unico Ad Personam del cavalier Bellachioma, raccontammo nella rubrica Bananas un nostro sogno ricorrente: vedere un mezzobusto, uno qualunque, ribellarsi in diretta alla sbobba che ogni sera era costretto a leggere, e stracciare davanti a tutti il foglietto dell’immangiabile scaletta. Il sogno ovviamente restò tale, almeno in Italia. L’altro giorno, però, s’è avverato in America, dove la bionda giornalista Mika Brzezinski, simbolo dei tg della Nbc, costretta ad aprire per l’ennesima volta sugli “sviluppi” del caso di Paris Hilton, non ci ha visto più e ha chiesto del fuoco per bruciare la scaletta.

(Marco Travaglio – Foto U.Pizzi)

 

“Datemi un accendino!”. Una mano pietosa gliel’ha passato, ma non funzionava. Così Mika ha stracciato e accartocciato il foglietto, aprendo il notiziario con la guerra in Iraq: una notizia che i “responsabili” della rete avevano ritenuto irrilevante. Ora Mika è un’eroina, riceve migliaia di lettere, telefonate, mail di telespettatori entusiasti per il suo gesto e stufi di una sedicente informazione che si occupa di fesserie. “Sto piangendo di gioia!”, le scrive uno. “Basta con queste scemenze!”, la esorta un altro. L’Nbc sulle prime aveva pensato di licenziarla per l’inqualificabile insubordinazione, ma il pubblico ha fatto sapere che non l’avrebbe consentito.

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luglio 3, 2007 Posted by | Si stava meglio quando si stava peggio | 1 commento

QUANDO NON C’ERA IL SEGWAY

luglio 1, 2007 Posted by | Advertising, Protagonisti del secolo passato, Si stava meglio quando si stava peggio | Lascia un commento

ROCCO SIFFREUD (lapsus freudianal)

Nadia Fusini e marcellopera per “la Repubblica”

Vi avverto: è rozzo il piacere che si ricava dalla lettura di questo libro “Sigmund Freud e le sue donne” (La tartaruga Ed., pagg.524, euro17,50), scritto in modo competente, ma piatto, da Lisa Appignanesi e John Forrester, quest´ ultimo accademico, professore di Storia e Filosofia a Cambridge, e la prima scrittrice e conduttrice di programma televisivi e artista a quanto pare a tutto campo. Né brilla la traduzione di Ester Dornetti; mancanza di lustro che non le si può addebitare (alla traduzione, intendo), in assenza di luce originale.

(Sigmund Freud)


Il libro è stato scritto nel 1992, anno in cui per i “tipi” di Laterza uscì in Italia un altro studio sullo stesso tema, dal titolo “Psicoanalisi al femminile”, a cura di Silvia Vegetti Finzi; un libro scintillante per passione, dove comparivano per lo più le stesse protagoniste, ma non come «donne di Freud».
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giugno 28, 2007 Posted by | Advertising, Libri, Parenti Scomodi, Protagonisti del secolo passato, Sex in the 21st Century, Si stava meglio quando si stava peggio | Lascia un commento

LOTTATORI SI NASCE (SUICIDI SI MUORE)

Giulia Zonca e marcellopera per “La Stampa”

Alla carriera del wrestler manca una fase, il ritiro. Quel momento non arriva mai, il mondo di muscoli e maschere inghiotte e non restituisce. L’attività si prolunga, quarant’anni, cinquanta e oltre, poi restano nel giro o muoiono. Sempre più spesso muoiono.
L’ultimo sceso dal ring è scomparso nel giallo è Chris Benoit, trovato morto ieri. È un canadese cresciuto nel mito di Dinamite Kid, wrestling vecchia maniera, costumini minimalisti, rossi e blu in stile lotta greco-romana e fantastiche prese aeree lasciate in eredità alle nuove generazione. Ragazzi come Benoit, che ha iniziato quasi ventenne, ha imparato a volteggiare in Giappone, è diventato campione del mondo con il soprannome di Canadian Cripper, un tipo, ruvido, spiccio e preciso.

Molto preciso. Ha soffocato il figlio sabato notte, Daniel sette anni ritrovato sul suo letto. La moglie, Nancy è stata strangolata domenica, nel soggiorno e lui si è impiccato lunedì mattina, in palestra, sopra la panca dei pesi. Almeno questa è la prima ricostruzione messa insieme da Scott Ballard, lo sceriffo della contea di Fayette, vicino ad Atlanta. Lo polizia entrata nella villa ha trovato cadaveri e stanze ordinate: «Abbiamo un’idea di come è andata, ma le circostanze sono bizzarre. Bisogna aspettare l’autopsia e l’esame tossicologico». E siccome non siamo in un telefilm ci vorrà una settimana, ma è difficile capire se per Benoit il set da carneficina fosse realtà.

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giugno 27, 2007 Posted by | death, morte, Parenti Scomodi, Si stava meglio quando si stava peggio | 1 commento

AGNELLI CON LE ALI



Estratti dal libro di Marco Ferrante “Dinastia Agnelli” (Mondadori) a cura del “Foglio” (del lunedì)

– «Ogni anno che passa, la posizione di John Elkann si rafforza perché, come in una partita di Risiko, le sue risorse crescono a un ritmo superiore a quello degli altri. Inoltre egli ha una base di partenza, 34 per cento, con cui è al centro delle operazioni.
«Gli altri, invece, di anno in anno si rimpiccioliscono. Per quanto il titolo Fiat possa crescere e sostenere il valore delle partecipazioni nell’accomandita, è evidente che, a mano a mano che il tempo passa e i soci aumentano, le singole quote diventano via via meno significative, sempre più vicine a valori strategicamente irrilevanti ed economicamente meno remunerative rispetto ad altri investimenti. Chi oggi ha una quota dell’1 per cento dispone per il futuro sostanzialmente dell’equivalente di quattro appartamenti in quartieri residenziali di una metropoli, una buona proprietà, ma via via più distante dall’idea di una fortuna. Dunque nei prossimi anni la tendenza a uscire dall’accomandita per chi detiene piccole quote e non ha altre entrate potrebbe aumentare. Il gioco di cessioni e acquisti rafforzerà chi è già forte».

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giugno 24, 2007 Posted by | Libri, Politica, rifiutato dallo sponsor, Sex in the 21st Century, Si stava meglio quando si stava peggio | 5 commenti

PARIS VAL BENE UN MUGHINI

Giampiero Mughini (l’esiliato) per Libero


Che abbiano beccato Paris Hilton “ ’mbriaca” e mentre guidava a velocità sostenuta senza nemmeno avere la patente, c’entra niente con gli “eccessi” e con il loro indubbio fascino. Una regina non sa che cosa sono gli “eccessi”, solo fa quello che vuole, quando vuole e ogni volta che vuole. Altro che eccedere, Paris calcola al centesimo di dollaro parcella + Iva di ogni sua uscita. Bella, giovane, ricca, famosa, una che ha di fronte un’immensa audience di grulli arrapati e “guardoni”, perché mai dovrebbe imporsi dei limiti?

(Disinibita Paris)

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giugno 15, 2007 Posted by | Paris Hilton, Sex in the 21st Century, Si stava meglio quando si stava peggio | Lascia un commento