el6ato y el7opo

Il Blog Peggio Frequentato della Rete

CHIAVI IN MANO (E IL DONATORE DI SPERMA PIU’ ASSIDUO D’EUROPA)

me: Ho trovato una seria alternativa al venire a lavorare in ****:
Secondo me fa per te.
Sent at 2:56 PM on Tuesday

el7opo: già  è umiliante battere soldi alla ****, ma addirittura batte cassa pe la sborrata de giugno mi pare troppo.

me: ma no,
tutto senza fattura.
el7opo: sull’unghia.

me: chiavi in mano.

el7opo: trrr dish
Sent at 3:02 PM on Tuesday

dicembre 2, 2008 Posted by | All'alba del ventunesimo secolo, comunicazione di servizio, Dipartimento Scuola Educazione, el6ato, el6ato divide il mondo in giusto e sbagliato, From the depth of the internetweb, Igiene Intima, Le Prove che Dio non Esiste, NSFW, Parenti Scomodi, Pessimo Gusto, rassegna stampa, recensioni, rifiutato dallo sponsor, Sex in the 21st Century, spazio ai giovani | Lascia un commento

IL CAZZONE DEL PRINCIPE WILLIAM

se sei ghei clicca QUI

novembre 21, 2008 Posted by | Dipartimento Scuola Educazione, edizioni marcellopera, Le Prove che Dio non Esiste, NSFW, Parenti Scomodi, porn, rassegna stampa, rifiutato dallo sponsor, Sex in the 21st Century, spazio ai giovani | Lascia un commento

Il figlio rosicone di gheddafi (quanti pensieri ci dà….)

Mesi dopo il reportage sulla gayezza di gheddafi jr. el 6atoy el 7opo torna a inimicarsi gran parte della popolazione libica ancora viva

Al-Saadi Gheddafi si prepara la colazione

Tre uomini bendati messi al muro, tre tifosi del Al-Ahly di Bengasi con il gagliardetto in mano. Al posto del plotone di esecuzione c’è il figlio primogenito di Muammar Gheddafi, il Colonnello che guida la Libia da 39 anni. Al-Saadi indossa la sua divisa preferita, quella da calciatore (ha militato dal 2003 al 2006 nel campionato italiano di Serie A, prima a Perugia e poi a Udine). Eccolo mentre «spara » di piatto destro il pallone contro i condannati. Accanto a loro, un asinello con l’offensiva scritta Al-Saadi sulla groppa.

Tutto chiaro? Questo è il fotomontaggio, il rebus perfetto, con cui il mensile francese “So Foot” illustra una storiaccia di calcio, arbitri e condanne a morte tutta giocata tra i campi e i tribunali della Libia. Una storia dimenticata: la Fifa, l’organo supremo del football mondiale, assicura di «non aver mai aperto un’inchiesta».

La Lega calcio libica ha le carte in regola per ospitare la Coppa d’Africa nel 2014. E forse potrebbe contribuire a risolvere l’annosa questione degli arbitraggi che avvelena anche il nostro campionato. Moviola in campo? Arbitri di area? Inutili. La soluzione sta negli assistenti. Devono essere armati. E come tutti rispondere al bene supremo della nazione. Cioè di chi comanda.

Altro che sudditanza psicologica. Sudditanza e basta, a mano armata. Estate 2000, l’Al-Ahly Bengasi riceve l’Al-Alhy (il nome significa nazionale) di Tripoli, la squadra di Gheddafi junior. I padroni di casa chiudono in vantaggio il primo tempo, 1-0. Nella ripresa, si vede chi sono i veri padroni. L’arbitro regala due rigori agli ospiti, e poi convalida un gol del Tripoli in netto fuorigioco. I giocatori del Bengasi vogliono lasciare il campo in segno di protesta. Più che i guardalinee, sono le guardie del corpo di Al-Saadi ai bordi del campo a convincerli a continuare. La partita deve finire regolarmente. Il Tripoli vince 3 a 1.

Cosa si aspettavano, i tifosi del Bengasi? Quella è la squadra del figlio del capo. Zitti e correre. Poche settimane dopo, 20 luglio, i biancorossi affrontano l’Al-Bayada. E’ la città natale della madre di Al-Saadi. Stesso copione. Quando il direttore di gara concede un rigore inesistente agli avversari, esplode la rivolta. Deve vincere sempre pure la squadra della mamma del capo? E’ troppo. Invasione di campo, partita sospesa. Fuori dallo stadio i tifosi si scatenano.

Bruciano diverse auto, tra cui quella di Al-Saadi. Atti vandalici, certo, ma la Libia vanta precedenti peggiori: nel 1996 il derby di Tripoli (tra due squadre sulla carta apparentate nel segno dei Gheddafi, una sostenuta da Saadi l’altra dal fratello Mohammed) finì in un bagno di sangue, con la polizia che sparò sulla folla uccidendo decine di persone.

La partita Bengasi-Bayada non si conclude con una carneficina. Ma i tifosi della città cirenaica, il giorno dopo, osano mettere in scena uno scherzo che non può passare impunito. Fanno circolare per le strade di Bengasi un asinello che ha sulla groppa il nome Al-Saadi.

Gheddafi junior ride di voi

La vendetta non tarda. Il 28 agosto 2000 la squadra è sciolta. Quattro giorni più tardi — secondo la ricostruzione di “So Foot” che ha raccolto diverse testimonianze — le infrastrutture della società vengono distrutte con i bulldozer. Decine di persone vengono arrestate. La Fifa non fa una piega. Human Rights Watch e Amnesty International cominciano le denunce: nel 2001 nove tifosi vengono condannati con sentenza definitiva. Durissima. Colpevoli di aver militato «di una società segreta proibita dalla legge».

Usando come paravento il club di calcio e le tribune degli stadi, i tifosi avrebbero in realtà «complottato» contro la gloriosa «Rivoluzione libica e contro il suo leader ». Non erano soli. Più che con tifoserie gemellate, gli hooligans del Bengasi «hanno collaborato con servizi segreti stranieri». Bugie, racconta ora il tifoso Omar Ben Daoud al giornale francese: «La politica non c’entrava nulla. Eravamo furenti per l’arbitraggio».

Per tre imputati condanna a morte. Il 10 febbraio 2002 sono legati a un palo, con gli occhi bendati. Per un’ora. Il plotone non arriva. Tortura psicologica. Le pene capitali vengono ridotte all’ergastolo. Nell’ottobre 2005 il Consiglio Supremo libera i condannati (ma la pena è solo sospesa, e possono tornar dentro in ogni momento). Otto, perché nel frattempo uno è morto. Si è impiccato nella sua cella nel 2004. Lo stesso anno in cui Al-Saad esordiva bel bello in Serie A, Perugia-Juventus 1 a 0 gol di Ravanelli. Nessuno gli chiese conto del caso Bengasi, di quei tifosi condannati alla fucilazione: scusi, Al-Saadi, in un Paese dove non c’è libertà almeno sui campi di calcio può vincere il migliore? Niente.

Più che il suo palleggio, furono i soldi di papà a consigliare l’ingaggio di Gheddafino, ad aprirgli le porte dell’Italia (Tripoli è tuttora proprietaria del 7,5% della Juventus). Oggi gli scampati al plotone di esecuzione raccontano a “So Foot” che furono torturati. Al Saadi ufficialmente non si occupa più di calcio. Ha ripreso il grado di colonnello nelle forze speciali. Il Bengasi è stato riabilitato. L’anno scorso è arrivato quinto. Niente più invasioni di campo però. Gli arbitri libici sono i migliori del mondo.

thanx: dagospia\il corriere della sera

febbraio 8, 2008 Posted by | l'islam che piace ai giovani, Parenti Scomodi, rifiutato dallo sponsor, Si stava meglio quando si stava peggio | Lascia un commento

OGNI GIORNO CHE PASSA el6ato TROVA NUOVE PROVE CHE L’UMANITA’ è SBAGLIATA

Lo strano caso di Hans Massaquoi,
nato nel 1926 ad Amburgo,
che non venne accettato nella Gioventù Hitleriana.

Qui, una sua foto.

settembre 12, 2007 Posted by | Darwin awards, Dipartimento Scuola Educazione, From the depth of the internetweb, OGNI GIORNO CHE PASSA el6ato TROVA NUOVE PROVE CHE L'UM, Parenti Scomodi, Protagonisti del secolo passato, rifiutato dallo sponsor | Lascia un commento

ROCCO SIFFREUD (lapsus freudianal)

Nadia Fusini e marcellopera per “la Repubblica”

Vi avverto: è rozzo il piacere che si ricava dalla lettura di questo libro “Sigmund Freud e le sue donne” (La tartaruga Ed., pagg.524, euro17,50), scritto in modo competente, ma piatto, da Lisa Appignanesi e John Forrester, quest´ ultimo accademico, professore di Storia e Filosofia a Cambridge, e la prima scrittrice e conduttrice di programma televisivi e artista a quanto pare a tutto campo. Né brilla la traduzione di Ester Dornetti; mancanza di lustro che non le si può addebitare (alla traduzione, intendo), in assenza di luce originale.

(Sigmund Freud)


Il libro è stato scritto nel 1992, anno in cui per i “tipi” di Laterza uscì in Italia un altro studio sullo stesso tema, dal titolo “Psicoanalisi al femminile”, a cura di Silvia Vegetti Finzi; un libro scintillante per passione, dove comparivano per lo più le stesse protagoniste, ma non come «donne di Freud».
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giugno 28, 2007 Posted by | Advertising, Libri, Parenti Scomodi, Protagonisti del secolo passato, Sex in the 21st Century, Si stava meglio quando si stava peggio | Lascia un commento

LOTTATORI SI NASCE (SUICIDI SI MUORE)

Giulia Zonca e marcellopera per “La Stampa”

Alla carriera del wrestler manca una fase, il ritiro. Quel momento non arriva mai, il mondo di muscoli e maschere inghiotte e non restituisce. L’attività si prolunga, quarant’anni, cinquanta e oltre, poi restano nel giro o muoiono. Sempre più spesso muoiono.
L’ultimo sceso dal ring è scomparso nel giallo è Chris Benoit, trovato morto ieri. È un canadese cresciuto nel mito di Dinamite Kid, wrestling vecchia maniera, costumini minimalisti, rossi e blu in stile lotta greco-romana e fantastiche prese aeree lasciate in eredità alle nuove generazione. Ragazzi come Benoit, che ha iniziato quasi ventenne, ha imparato a volteggiare in Giappone, è diventato campione del mondo con il soprannome di Canadian Cripper, un tipo, ruvido, spiccio e preciso.

Molto preciso. Ha soffocato il figlio sabato notte, Daniel sette anni ritrovato sul suo letto. La moglie, Nancy è stata strangolata domenica, nel soggiorno e lui si è impiccato lunedì mattina, in palestra, sopra la panca dei pesi. Almeno questa è la prima ricostruzione messa insieme da Scott Ballard, lo sceriffo della contea di Fayette, vicino ad Atlanta. Lo polizia entrata nella villa ha trovato cadaveri e stanze ordinate: «Abbiamo un’idea di come è andata, ma le circostanze sono bizzarre. Bisogna aspettare l’autopsia e l’esame tossicologico». E siccome non siamo in un telefilm ci vorrà una settimana, ma è difficile capire se per Benoit il set da carneficina fosse realtà.

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giugno 27, 2007 Posted by | death, morte, Parenti Scomodi, Si stava meglio quando si stava peggio | 1 commento

TOPLESS (De Benedetti)

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Ohh di meraviglia davanti allo strepitoso topless di Silva Monti De Benedetti, pubblicato oggi da “Chi”. 63 anni di bellezza e sensualità che spingono le Paris Hilton dell’orbe dietro le sbarre per tutta la vita.

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giugno 20, 2007 Posted by | Le Prove che Dio non Esiste, Parenti Scomodi, Paris Hilton, Pessimo Gusto, Protagonisti del secolo passato, rifiutato dallo sponsor, Sex in the 21st Century | 1 commento

IL FIGLIO GAY DI GHEDDAFI


Suo padre, il leader libico Muhammar Gheddafi (un nome che può essere pronunciato in ben 37 modi diversi), lo conosciamo tutti. Un po’ meno noto, già pronto a diventare anche lui un leader… ma del gossip, suo figlio Al Saadi Gheddafi. Calciatore della Sampdoria, si è già distinto come “bon vivant” e ha già attirato l’attenzione dei paparazzi grazie alla sua passione per il jet set, per le feste con gli amici, per le goliardate. Se suo papà, infatti, è noto per l’algida impassibilità e l’aria un po’ burbera, lui raccoglie consensi per quel suo modo di fare espansivo e giocoso che rivela un carattere più propenso a socializzare. Dimostrando di avere addirittura un talento nascosto per gli scherzi.

(Al Saadi Gheddafi ”gioca” con un amico – Foto da Novella 2000)

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giugno 12, 2007 Posted by | l'islam che piace ai giovani, Parenti Scomodi, Protagonisti del secolo passato, rifiutato dallo sponsor, Si stava meglio quando si stava peggio | 12 commenti

IL FIGLIO MATTO DI TOGLIATTI

E’ ancora lì. Il 29 luglio Aldo Togliatti, figlio di Palmiro, compirà 82 anni. Da 26 vive in una stanza di Villa Igea, un manicomio di Modena. In realtà, l’ambiente non è per nulla sinistro: una bella villona liberty circondata dal verde, dove si curano i malati di mente ma non solo loro. Privata, però convenzionata con il Servizio sanitario nazionale, «quasi il pezzo privato del Dipartimento di salute mentale», come spiegano dalla Direzione sanitaria prima di tacere su tutto il resto, perché la privacy è una cosa seria e quando le malattie sono queste anche di più.

(Palmiro Togliatti)

La storia del figlio di Togliatti è tragica:

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giugno 7, 2007 Posted by | All'alba del ventunesimo secolo, Parenti Scomodi, Protagonisti del secolo passato, Si stava meglio quando si stava peggio | 17 commenti

Gli Agnelli e lo “Zio Matto”

Tratto da “Casa Agnelli – Storie e personaggi dell’ultima dinastia italiana”, di Marco Ferrante (Mondadori)

Marta Vio lo conobbe nel 1946 a Forte dei Marmi. Era una vicina degli Agnelli, ospite al villaggio Pesenti a casa di amici. Suo padre Rufo era un banchiere, il proprietario del Credito Lombardo, che adesso è del Monte dei Paschi di Siena. «Mia madre» racconta «era una bella donna sempre vissuta della sua bellezza. In seconde nozze sposò un celebre medico romano, Pietro Valdoni.» La madre era Vera Lodi; il suo vero nome era Primavera Gioconda, ma tutti la chiamavano Pripri. Veniva da una famiglia dannunziana: suo padre, Luigi Lodi, giornalista parlamentare, era figlio di Gabriele d’Annunzio e di Olga Lodi, detta Febea, leader del movimento femminista all’inizio del Novecento.

(Copertina del libro Casa Agnelli – Storie e personaggi dell’ultima dinastia italiana”, di Marco Ferrante)

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maggio 28, 2007 Posted by | Advertising, Libri, Parenti Scomodi | 7 commenti