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Il Blog Peggio Frequentato della Rete

Ilona Staller, Per amore e per forza

Da Il Foglio (del lunedì)

Tratto da: Ilona Staller, Per amore e per forza, Mondadori, 2007, 16 euro.

ASPIRAZIONI.
“Mia madre sperava che scegliessi la carriera di medico… Io aspiravo a diventare archeologa o geologa. Ma erano sogni senza speranza, quelli. Non ero una studentessa particolarmente brava, né diligente, né, a dire il vero, mi applicavo. Mi interessavano molto di più le feste, i concerti e i ragazzi”. Ilona Anna Staller. (26 novembre 1951, Budapest). Nasce in una famiglia di donne sfortunate. A partire dalla bisnonna, guardiana di oche, messa incinta da un notaio del villaggio, e abbandonata. Stessa sorte toccò alla nonna, cuoca di una ricca famiglia di Budapest, ingravidata da un ricco commerciante ebreo.

La madre, Ilona, passò l’adolescenza a Alsozsólca, faceva anche lei la guardiana di oche e per tutti era la “bastarda” del villaggio. Non le era parso vero ciononostante di essere corteggiata da un forestiero, Staller, che millantava di essere un conte, e invece dopo il matrimonio la portò ad abitare in una casa buia e umida alla periferia di Budapest.

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luglio 27, 2007 Posted by | Culi, Libri, porn, Sex in the 21st Century | 3 commenti

ROCCO SIFFREUD (lapsus freudianal)

Nadia Fusini e marcellopera per “la Repubblica”

Vi avverto: è rozzo il piacere che si ricava dalla lettura di questo libro “Sigmund Freud e le sue donne” (La tartaruga Ed., pagg.524, euro17,50), scritto in modo competente, ma piatto, da Lisa Appignanesi e John Forrester, quest´ ultimo accademico, professore di Storia e Filosofia a Cambridge, e la prima scrittrice e conduttrice di programma televisivi e artista a quanto pare a tutto campo. Né brilla la traduzione di Ester Dornetti; mancanza di lustro che non le si può addebitare (alla traduzione, intendo), in assenza di luce originale.

(Sigmund Freud)


Il libro è stato scritto nel 1992, anno in cui per i “tipi” di Laterza uscì in Italia un altro studio sullo stesso tema, dal titolo “Psicoanalisi al femminile”, a cura di Silvia Vegetti Finzi; un libro scintillante per passione, dove comparivano per lo più le stesse protagoniste, ma non come «donne di Freud».
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giugno 28, 2007 Posted by | Advertising, Libri, Parenti Scomodi, Protagonisti del secolo passato, Sex in the 21st Century, Si stava meglio quando si stava peggio | Lascia un commento

AGNELLI CON LE ALI



Estratti dal libro di Marco Ferrante “Dinastia Agnelli” (Mondadori) a cura del “Foglio” (del lunedì)

– «Ogni anno che passa, la posizione di John Elkann si rafforza perché, come in una partita di Risiko, le sue risorse crescono a un ritmo superiore a quello degli altri. Inoltre egli ha una base di partenza, 34 per cento, con cui è al centro delle operazioni.
«Gli altri, invece, di anno in anno si rimpiccioliscono. Per quanto il titolo Fiat possa crescere e sostenere il valore delle partecipazioni nell’accomandita, è evidente che, a mano a mano che il tempo passa e i soci aumentano, le singole quote diventano via via meno significative, sempre più vicine a valori strategicamente irrilevanti ed economicamente meno remunerative rispetto ad altri investimenti. Chi oggi ha una quota dell’1 per cento dispone per il futuro sostanzialmente dell’equivalente di quattro appartamenti in quartieri residenziali di una metropoli, una buona proprietà, ma via via più distante dall’idea di una fortuna. Dunque nei prossimi anni la tendenza a uscire dall’accomandita per chi detiene piccole quote e non ha altre entrate potrebbe aumentare. Il gioco di cessioni e acquisti rafforzerà chi è già forte».

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giugno 24, 2007 Posted by | Libri, Politica, rifiutato dallo sponsor, Sex in the 21st Century, Si stava meglio quando si stava peggio | 5 commenti

La teoria della decrescita.

 

http://www.tmcrew.org/eco/decrescita/romanticismo.html

Jean Claude Besson-Girard, direttore della rivista “Entropia”, (il Cesare Ragazzi francese) spiega perché la nozione di “decrescita” è urtante per l’immaginario occidentale, basato sul mito del progresso. Intesa come idealismo, può rivivificare la nozione di utopia offuscata dalle mostruosità dello scorso secolo.

La decrescita è prima di tutto una espressione provocatoria. Si oppone direttamente al dogma quasi religioso della crescita. Ma per cominciare a capire il senso di questa provocazione, bisogna subito precisare che la decrescita non è una idea economica ma è parte di una rappresentazione del mondo dove l’economia non avrebbe più la predominanza assoluta. Si tratta di passare da una società di sviluppo ad una società di anti-sviluppo. Perché ? Perché pensiamo che il mito di uno sviluppo senza limiti su un pianeta le cui risorse sono limitate sia responsabile delle cinque crisi maggiori nelle quali s’imbatte l’umanità. La crisi energetica, collegata all’esaurimento e al rincaro delle risorse fossili, ed al consumismo esponenziale; la crisi climatica, che va di pari passo con la riduzione della biodiversità e la privatizzazione di tutto ciò che vive e delle risorse naturali; la crisi sociale, inerente al modo capitalistico di produzione e crescita, esacerbate dalla globalizzazione liberista generatrice di esclusione al Nord e più ancora al Sud; la crisi culturale dei punti di riferimento e dei valori, le cui conseguenze psicologiche e sociali sono visibili in ogni campo; ed infine la crisi demografica, che incontrandosi con le quattro precedenti, contribuisce ad aggiungere un complicato parametro a ciò che ormai costituisce una crisi antropologica senza precedenti.

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giugno 20, 2007 Posted by | Advertising, Libri, rifiutato dallo sponsor | 2 commenti

LASCIAMOLE CHIUDERE LE GAMBE

Non di un marito ricco, come ha suggerito Camillo Langone su queste pagine, ma di molto meno (o molto più, dipende dai punti di vista) ha bisogno Isabella Santacroce. Proponiamo che alla scrittrice nativa di Riccione sia assegnato un vitalizio della legge Bacchelli. Solo così, sollevata una volta per tutte dalla necessità di dimostrarsi, a ogni nuovo libro, più perversa, più morbosa, più sconvolgente che pria, potrà darsi e darci pace. E’ vero, l’età della Santacroce è ancora acerba per aspirare all’assegno intitolato all’autore del “Mulino del Po”.

(Isabella Santacroce – Foto Rosangela Betti)

(Isabella Santacroce – Foto Rosangela Betti)

Ma basta scorrere poche righe del suo ultimo prodotto letterario (“V. M. 18”, Fazi, 491 pagine, 17,50 euro), modestamente dedicato “A Dio Onnipotente, mio marito”, per capire che, dopo le avventure delle “spietate ninfette, intransigenti estete innalzatrici del vizio” lì narrate, sarà molto, molto difficile inventarsi qualcosa di peggio (o di meglio, dipende, ancora una volta, dai punti di vista). Consideriamo le cose con freddezza. Dopo “Zoo” (monologo ossessivo su famiglia pluri-incestuosa, amore, morte e mutilazioni assortite), tanto per tenere alta la tensione, a novembre Isabella Santacroce aveva lanciato sul suo blog una modesta proposta: “Volete rimanere con me dentro una stanza? Volete io sia la vostra Mistress per sessanta minuti? Da oggi è possibile avermi, pagando. Scrivetemi”.

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giugno 8, 2007 Posted by | Libri, Pessimo Gusto, Sex in the 21st Century | 1 commento

Guida alla lettura dell’opera: Puttanic

Di seguito il testo e la guida alla lettura

qui la canzone da scarica’

quo

qua tutto il resto delle informazioni

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maggio 29, 2007 Posted by | bestemmie, Libri, music, Pessimo Gusto, prophilax, puttanic | 1 commento

Gli Agnelli e lo “Zio Matto”

Tratto da “Casa Agnelli – Storie e personaggi dell’ultima dinastia italiana”, di Marco Ferrante (Mondadori)

Marta Vio lo conobbe nel 1946 a Forte dei Marmi. Era una vicina degli Agnelli, ospite al villaggio Pesenti a casa di amici. Suo padre Rufo era un banchiere, il proprietario del Credito Lombardo, che adesso è del Monte dei Paschi di Siena. «Mia madre» racconta «era una bella donna sempre vissuta della sua bellezza. In seconde nozze sposò un celebre medico romano, Pietro Valdoni.» La madre era Vera Lodi; il suo vero nome era Primavera Gioconda, ma tutti la chiamavano Pripri. Veniva da una famiglia dannunziana: suo padre, Luigi Lodi, giornalista parlamentare, era figlio di Gabriele d’Annunzio e di Olga Lodi, detta Febea, leader del movimento femminista all’inizio del Novecento.

(Copertina del libro Casa Agnelli – Storie e personaggi dell’ultima dinastia italiana”, di Marco Ferrante)

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maggio 28, 2007 Posted by | Advertising, Libri, Parenti Scomodi | 7 commenti