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Ilona Staller, Per amore e per forza

Da Il Foglio (del lunedì)

Tratto da: Ilona Staller, Per amore e per forza, Mondadori, 2007, 16 euro.

ASPIRAZIONI.
“Mia madre sperava che scegliessi la carriera di medico… Io aspiravo a diventare archeologa o geologa. Ma erano sogni senza speranza, quelli. Non ero una studentessa particolarmente brava, né diligente, né, a dire il vero, mi applicavo. Mi interessavano molto di più le feste, i concerti e i ragazzi”. Ilona Anna Staller. (26 novembre 1951, Budapest). Nasce in una famiglia di donne sfortunate. A partire dalla bisnonna, guardiana di oche, messa incinta da un notaio del villaggio, e abbandonata. Stessa sorte toccò alla nonna, cuoca di una ricca famiglia di Budapest, ingravidata da un ricco commerciante ebreo.

La madre, Ilona, passò l’adolescenza a Alsozsólca, faceva anche lei la guardiana di oche e per tutti era la “bastarda” del villaggio. Non le era parso vero ciononostante di essere corteggiata da un forestiero, Staller, che millantava di essere un conte, e invece dopo il matrimonio la portò ad abitare in una casa buia e umida alla periferia di Budapest.

INVOLUCRI.
Tra un tradimento e l’altro di Staller, la coppia mette al mondo tre figli, Valeria, Ilona e Laszlo, uno ogni tre anni. I pochi soldi che guadagna il padre li spende andando a donne. Ilona non dimenticherà mai quel Natale in cui arrivò come unico regalo all’ultimo momento un sacchetto di caramelle da parte di una vicina di casa, scartate e mangiate tutte insieme per usare gli involucri colorati come decorazione dell’alberello di Natale.

PAPINO.
Dopo la nascita del terzo figlio la madre di Ilona lascia il marito e trova lavoro come cassiera di un negozio, dove conosce e sposa Ignac Magyari, di vent’anni più grande, impiegato al ministero, che si prende in carico tutta la famiglia, diventando per tutti “papino”. Nasce il quarto figlio, Attila. La situazione economica precipita quando papino perde il lavoro, per aver tentato con la famigliola, su insistenza della moglie, di emigrare in Jugoslavia, nel 1957. Da allora la famiglia vivrà con lo stipendio di lei, che intanto è diventata ostetrica.

KAMASUTRA.
Ilona ha la sua prima esperienza sessuale a dieci anni, con un vicino di casa di quattro anni più grande, che la invita in un boschetto per farle vedere il kamasutra rinvenuto tra i libri del padre. “Non persi la verginità solo perché c’era troppo traffico… Tolsi le mutandine solo dopo essere arrivati alla pagina sugli organi sessuali… Le posizioni le provammo vestiti…”.


AFFETTO.
“Fu così che a dieci anni imparai dove andava infilato il pisello, ma sentivo che l’amore significava ben altro. In fondo all’anima pensavo che dovesse essere una sensazione meravigliosa, lo desideravo perché casa mia era priva d’affetto. Sentivo l’amore rare volte, mi accarezzavano poco. Non c’era chi mi coccolasse, neanche quando lo meritavo”.

MOLESTIE.
A undici anni è sola a casa, sta per essere violentata da un amico del padre, ospite abituale, quando bussa alla porta una vicina per chiedere del sale. Da allora subisce le sue molestie più e più volte, soprattutto la notte, quando il vicino si ferma a dormire da loro con la scusa di non avere i soldi per comprarsi la legna, approfittando del fatto che dormono tutti nella stessa stanza, separati da un lenzuolo appeso. Ilona non ha mai confidato l’accaduto, per vergogna, se non da grande, alla mamma.

PRIMA VOLTA.
Fa l’amore per la prima volta a tredici anni, con uno studente universitario, ma le fa così male da pensare di farsi suora. “La mia resistenza all’amore durò due mesi… Gli uomini arrivarono uno dopo l’altro. Molti volevano solo il mio corpo, calpestandomi l’anima. Ebbi delle avventure brevi, senza amore e sfortunate, dopo le quali mi rimase solo amarezza”.

SPIA.
Il primo lavoro, tra i sedici e i diciassette anni, come commessa in un negozio di vestiti usati, poi come cameriera al Caffè dell’Hotel Intercontinental a cinque stelle, il più lussuoso di Budapest. Gonna corta nera e grembiulino bianco, fa subito colpo su alcuni funzionari dei servizi segreti, che pensano di ingaggiarla col compito di sedurre gli ospiti diplomatici stranieri per fotografare i documenti di volta in volta custoditi nella camera d’albergo.

TRIANGOLI.
Smette di lavorare per i servizi segreti dopo aver confessato tutto a un senatore americano, che subito dopo si spara in gola. Lo spiato era in viaggio con la moglie, Ilona aveva sedotto entrambi, e si era trovata “sul letto in mezzo a loro, come una fetta di carne in un panino”.

PUDORE.
Ha diciotto anni, altezza 1,67 cm, petto 80 cm, vita 56 cm, fianchi 80 cm, quando ottiene un contratto da un’agenzia come modella per foto pubblicitarie. Deve posare anche nuda: “ma per me non era un problema: non ero mai stata pudica”.

BAMBI.
“Quando sono innamorata non vedo nulla, cammino tra le nuvole rosa. Mi sento un po’ come una cerbiatta, come Bambi”.

CAPPUCCINI.
Si sposa per la prima volta a diciannove anni, con Salvatore Mercuri, calabrese, residente a Milano, di venticinque anni più grande, conosciuto al caffè dell’hotel (il primo scambio di battute quando lei gli rovescia addosso il cappuccino bollente). “Fisicamente era molto brutto, con le braccia pelose, la testa pelata e la faccia da gorilla. Il suo aspetto grottesco però non mi infastidiva, l’aspetto fisico di un uomo non mi è mai interessato più di tanto, mi piace l’animo di una persona”. Per altro Salvatore non era neanche molto intelligente (“ma allora parlavo poco l’italiano e non me ne accorsi subito”). Si sposa in chiesa, l’abito è bianco, ma usato. Il conto al ristorante lo pagano i genitori di lei (Salvatore si scusa, non sono ancora arrivati i soldi dall’Italia).


ITALIA.
Gli sposi vanno ad abitare a casa di lui, un monolocale a Milano di tre metri per quattro, senza bagno né televisore. Ilona lo lascia dopo pochi mesi, il tempo di trovare lavoro in un’agenzia e scoprire che il marito se la fa con tutte, perfino con la sua migliore amica tedesca (lei lo scopre mettendo un registratore sotto il letto).

SCHICCHI.
Ilona inizia la porno carriera grazie a Riccardo Schicchi. Lui è ancora uno squattrinato studente di architettura con l’hobby dell’erotismo e della fotografia, quando va a farle la posta sotto casa, sulla Cassia, a Roma, un pomeriggio d’estate del 1975 (nell’attesa si mette in posizione yoga, con la testa all’ingiù). Entrambi appassionati di natura stringono amicizia facendo scampagnate e intanto realizzano i primi servizi fotografici (“Mi scattava foto nella natura… Accarezzavo le spighe del grano, mi nascondevo nel lago trasparente e per ore mi rotolavo nel fango, unendomi con la natura. Non ho mai pensato di sporcarmi, non mi sono mai vergognata di essere fotografata nuda”).

MUTANDINE.
Quando non vanno fuori porta scorrazzano in città in una Citroën due cavalli: “Facevamo le cose più pazze… Alzavo il mio vestitino, tiravo giù le mutandine e le lanciavo tra la gente, davanti alle facce incredule e divertite delle persone. Una volta mi misi su un cavalcavia del raccordo anulare, con le gambe aperte. Macchine e camion, si bloccarono di colpo”.

CICCIOLINA.
Con Schicchi e Sergio Talia apre una radio libera, “Radio Luna”. Conduce il programma Voulez-vous coucher avec moi?, subito un successo. “Per ore sussurravo ai miei ascoltatori consigli su sogni e sessualità, alimentando i loro desideri e le loro fantasie”. In trasmissione inventa il nome Cicciolina. Guglielmo Pepe le dedica un articolo in prima pagina su Repubblica, Enzo Biagi la invita nel programma televisivo Proibito, l’Europeo pubblica le sue foto.

CORONCINA.
È con Schicchi alla Rinascente, nel reparto di bigiotteria, quando è attratta da una coroncina e se la prova in testa (la commessa le spiega che si porta al collo). “Nacque ufficialmente così Cicciolina… Con il velo trasparente e la coroncina di fiori sui miei lunghi capelli, abbracciando il mio orsacchiotto di peluche, ho mostrato non solo il mio corpo, ma anche la mia anima”.

HAPPENING.
Negli anni Ottanta porta in giro per l’Italia i primi spettacoli erotici, “veri e propri happening giocosi in cui io non mi sono mai sentita oggetto, ma sempre soggetto del gioco”. Presenza fissa un pitone (“simboleggiava il peccato e io mi limitavo a farlo scivolare sul mio corpo efebico… C’erano anche le colombe bianche come simbolo di libertà, pace e amore, ma questo dettaglio veniva spesso trascurato”). Nel primo spettacolo si presenta nuda dentro una bolla di plexigras trasparente. In un teatro dell’Emilia Romagna fa installare due cabine telefoniche rosse sul palco, una vicina all’altra, con una sottile parete divisoria, un buco in alto per il viso e uno in basso all’altezza dell’inguine, con sopra scritto “Posizione del piacere”. “Era un gioco divertente, perché quando entravo tutta nuda nella mia cabina, invitavo un cicciolino a entrare nell’altra e gli chiedevo di toccare il mio sederino”.

FEDELTÀ.
“In un altro spettacolo in Sicilia mi chiesero se ero vergine. Io risposi che facevo l’amore solo con il mio orsacchiotto di peluche, perché, diversamente, mi sarebbe sembrato di tradire i miei fan. Vivevo in un mondo di totale abbandono alla dolcezza: ero una venditrice di sogni, disponibile e simpatica”.

IL FRUTTO PROBITO.
Titolo dello spettacolo giudicato più sexy dalla critica: “In quello show volevo comunicare che bisognava dare amore a ogni creatura, anche a quelle più repellenti, per cui, durante le mie esibizioni, avevo sempre con me il mio pitone, per dimostrare che si poteva voler bene anche a un serpente”.

ENIGMI.
“Per me Ilona è un’immagine primaverile e pulita. La trovo molto sbarazzina, è una monella delle favole e so che in Giappone, dove il cinema erotico è di alta scuola, la Cicciolina è ultrapopolare, stimata non perché erotica, ma perché ha una qualità rara: lei è enigmatica, incanta in modo quasi commovente i giapponesi” (Brunello Rondi).

FAVOLE.
Nel 1979 è ingaggiata da Enzo Trapani per un programma in otto puntate su Rai Due, C’era due volte, in cui rivisita in chiave moderna le favole tradizionali, interpretando per esempio Cappuccetto Rosso, con indosso veli trasparenti rossi, o Cenerentola, con la scarpa di cristallo e dei tulle che le coprono i seni (ma il montaggio definitivo è ampiamente censurato). “Era uno spettacolo surreale, sembrava fossimo tutti usciti dalle favole di Grimm o Andersen”. Un giornalista scrisse: “Questo show ha battuto un record nella storia della Rai, è quello costato meno in costumi”.

SOLE.
Nel 1979 diventa testimonial del Partito del Sole. Appare fotografata al naturale al centro di una cartellone a forma si sole, con su scritto lo slogan: “No all’energia nucleare. Scaldiamoci con il sole e con l’amore”.

BOMBE.
Anno 1983. È quasi Natale. Ilona ritira la posta nella buca delle lettere. Apre prima un biglietto di auguri (è di Giulio Andreotti), poi una lettera esplosiva, ma se la cava con una sbucciatura alla mano. Deputata. Nell’86 si iscrive al Partito Radicale e nel’87 si candida alle elezioni. Pannella la piazza quarantanovesima in una lista di cinquanta nomi nella circoscrizione Roma-Latina-Viterbo-Frosinone. Vince con ventimila preferenze, seconda solo a Pannella, trentaseimila preferenze (“Se mi avessero inserito in tre circoscrizioni come fecero con Pannella, probabilmente avrei ottenuto più voti di lui, chissà”). In campagna elettorale in un’intervista a Repubblica aveva dichiarato: “Se non mi eleggeranno, cicciolino Forattini potrà raffigurarmi con una trombetta e scrivere: “Trombata!””. Tra le sue proposte durante la legislatura l’istituzione dei parchi dell’amore per permettere di fare sesso in macchina, senza rischiare aggressioni o sanzioni di legge.


AMORE.
Nel 1992 fonda il partito dell’Amore, con Moana Pozzi. Simbolo del partito un cuore rosa che racchiudeva il suo volto con una catenella con la croce sulla sua fronte (“Questo indicava la mia natura cristiana”). Alle elezioni il partito ottiene solo l’uno per cento dei voti. Gelato. “Sono nata senza pudore. Quando ero piccola giravo completamente nuda per casa. Il pudore è stato inventato da alcuni perbenisti e da chi ha seri problemi sessuali. Per me il sesso è come leccare un gelato alla frutta esotica, è semplicemente meraviglioso!”.

PREMI.
Nel 1996 ottiene il premio Hot d’Or alla carriera, che va a ritirare a Cannes in una Limousine bianca.

LIBERAZIONE.
Prima donna famosa a essere ritratta in copertina sulle “Ore”. “Difficile ritenermi scabrosa, nonostante avessi rotto ogni tabù. Ero sensuale, piacevole e dolce. Invece che in riviste porno sembrava di immergersi in un libro di fiabe. Ebbene Cicciolina ha rappresentato tutte le fantasie erotiche liberatorie del maschio italiano, senza però infastidire il mondo femminile. In Cicciolina le donne vedevano una maestra, una compagna, un’amica che si alleava con loro per fare osare, senza ipocrisie né tabù, il proprio partner. Il sesso non era più una gara, ma un gioco erotico a cui ogni maschio poteva partecipare, senza sentirsi in competizione con nessuno”.

UNIVERSALE.
“Nessuna donna, né prima né dopo, ha saputo identificarsi come Cicciolina con le aspirazioni di libertà sessuale. Cicciolina fa parte di me, è il mio corpo, è il mio seno, è una specie di chiave universale, una visione del mondo”.

ORIGINALE.
“Al di là di qualsiasi giudizio moralistico o politico, bisogna prendere atto del fatto che ho cambiato il comune senso del pudore, in Italia e non solo. Sulla mia scia, migliaia di pornostar hanno tentato di avere successo, ma tutte erano solo copie, delle brutte copie di un originale”.

MISSIONARIA.
“Io mi sono sempre sentita una missionaria del sesso. Nel 1976 l’ho detto anche a Enzo Biagi durante la trasmissione televisiva Proibito e lui si infuriò, dicendomi che i missionari erano quelli che curavano i lebbrosi”.

ALTRUISMO.
“Fare sesso per lavoro poteva essere una cosa piacevole o disgustosa, a seconda del partner che mi affidavano, che poteva essere il bellone americano, l’ermafrodito o l’omosessuale nero. Mi è sempre piaciuto rendere felici e soddisfatti i miei compagni di “gioco”, ma l’idea che tanta gente, guardandomi di notte a casa propria, ne traesse piacere, mi divertiva ancora di più”.

SADISMO.
Con Gabriel Pontello lavora per la prima volta a Parigi, per il fotoromanzo Supersex. Gira con lui anche Porno poker, un vero choc. Ambientato in una grotta piena di catene, la sceneggiatura prevede che lei, in guêpière, calze nere a rete, guanti di pelle e stivali neri, sia legata a una croce, alta quattro metri, mentre Gabriel, con indosso pantaloni in pelle nera, la frusta. Lui, talmente immedesimato nella parte di sadico, calca un po’ troppo la mano, insensibile alle suppliche di lei, che si dibatte e piange (“il rimmel blu scivolava dagli occhi verso la mia bocca mischiandosi con il rossetto rosso”). Il giorno dopo, vedendo il suo sedere pieno di lividi e gonfio come un pallone, Gabriel si giustificherà così: “Cicciolina, io amo le scene realistiche. Ho fatto l’amore con più di diecimila donne, ma quando mi concentro, riesco ancora a entrare completamente nella parte”.

MASOCHISMO.
Sta girando Racconti sensuali di Cicciolina, ma lei e l’atra attrice, Platinette, non riescono a fare eccitare Marc, indifferente a carezze e baci diffusi, finché a Platinette non viene l’idea di graffiarlo a sangue. L’espediente funziona, ma Cicciolina alla vista del sangue sviene.

FIDANZATI.
“L’unico fidanzato fedele che io abbia mai avuto è stato il mio pubblico”.


PELLE.
“Per molte donne la pornografia era una scelta disperata per guadagnare soldi, mentre per me era un lavoro divertente che mi dava molte soddisfazioni e certo non mi annoiava. Ero un rivoluzionaria, perché non mi sentivo una donna oggetto. Praticare tanto sesso ha fatto bene alla mia pelle”.

MR 33 CENTIMETRI.
Nel 1987 (“ero diventata la pornodiva più pagata del mondo”) gira con John Holmes Carne bollente (lui è già malato di AIDS, ma lei non lo sa). “Durante le nostre scene hard, con una mano stringeva il suo sesso nella parte superiore e con il resto del suo pene duro mi penetrava. I suoi movimenti erano molto lenti, mi baciava il seno, mi accarezzava il sedere, poi qualche attimo dopo eiaculava sulla mia pancia”.

LESBISMO.
“Spesso dovevo girare delle scene anche con donne. In molti film ho rapporti con una, due, tre, anche cinque ragazze di paesi diversi. Mi piaceva la loro delicatezza, le loro mani morbide sulla mia pelle, la loro bocca sensuale sul mio pube rasato. Mi baciavano bene, con tenerezza, ma quando era il mio turno di baciarle, io mi sentivo una frana”.

FUNZIONALE.
Con Kristoff Clark gira Porno Poker e Carne bollente. “Il sesso di Kristoff non era dritto, ma andava verso destra, come la torre di Pisa. Quante risate ci siamo fatte sul suo pene così stravagante ma, all’occorrenza, molto funzionale”.

EFFICIENTE.
Con Rocco Siffredi gira gli ultimi suoi tre film, nell’88 (“Lui l’aveva perennemente dritto”). Diritti. “Ho recitato in tanti film, non troppi perché costavo molto, ma non ho mai preso una lira di diritti d’autore”.

IMPROVVISAZIONE.
“Un film mio si girava in quattro giorni. Spesso non c’era nemmeno alcuna sceneggiatura, perché il budget non bastava per pagare gli sceneggiatori. Per gli attori, poi, imparare anche il più breve dialogo era una fatica allucinante”.

ANESTETICI.
Dirette sul set da un regista siciliano Cicciolina e Moana Pozzi, in guêpière, calze nere e guanti di rete, devono disporsi su un divano d’epoca coi sederini per aria e farsi sodomizzare da due attori superdotati. Le rassicurazioni del regista (“Vedrete, è come una puntura, un attimo ed è già fatto”), non bastano e Moana suggerisce all’orecchio a Cicciolina di ricorrere a una crema: “Basta spalmarla sul buchetto e addormenta il posteriore”. Ma la crema funziona così bene da privare di sensibilità anche il pene degli attori. “Purtroppo il giorno dopo ripetemmo la stessa scena senza la crema”.

UOMINI.
“Mio padre ci lasciò che avevo solo tre anni. Del mio papino avevo più ricordi tristi che belli. Dagli uomini che ho avuto non ho mai ricevuto affetto. Anzi. L’unica certezza che ho è che ognuno degli uomini che mi è stato vicino mi ha sfruttato come più ha potuto: chi usando il mio corpo, chi la mia immagine pubblica”.

KOONS.
Ilona si sposa per la seconda volta, con Jeff Koons, artista pop americano, che l’ha contattata per realizzare delle opere d’arte di nudo con lei da esporre alla Biennale di Venezia. Mr Koons fa saltare le prime nozze, fissate per il 14 febbraio 1991, scusandosi via fax, e sempre via fax, dopo un mese e mezzo di silenzio, insiste nel chiederla in sposa. Il matrimonio è celebrato con rito protestante, il 1° giugno dello stesso anno in Ungheria, il bouquet è una composizione di fiori bianchi e lilium, “simbolo, per Koons, di eterna verginità che io, bionda, diafana, con la coroncina in testa, ho sempre rappresentato”. Ilona è già incinta di Ludwig, e in viaggio di nozze la coppia porta con sé i genitori. Ludwig. In due anni e mezzo di matrimonio Ilona lascia tre volte il marito, che subito dopo il matrimonio incomincia a maltrattarla e a ingiuriarla. Dopo la separazione Koons rapisce il figlio per portarlo in America, per non farglielo riavere la denuncia perfino per pedofilia simulando indizi a suo carico. La controversia giudiziaria si conclude con la sentenza della Cassazione del 3 ottobre 2006, che affida il bambino a Ilona. Maialino. “Io ho un sesso rosa molto bello, piacevole, buonissimo di profumo. Sembra un maialino rosa, l’interno del mio sesso”. Rinascita. “Se rinascessi una seconda volta vorrei essere un cerbiatto, un fiore o una farfalla”.

luglio 27, 2007 - Posted by | Culi, Libri, porn, Sex in the 21st Century

3 commenti »

  1. Io anche ora che ha qusi 50 anni me la vorrei sposare, io ne ho 33

    Commento di davide | novembre 30, 2007 | Rispondi

  2. che troiona è questa cicciolina

    Commento di davide | aprile 17, 2008 | Rispondi

  3. L’ANDATURA DI CICCIOLINA
    di V.S.Gaudio

    Un personaggio da allure al Grande Lasco è la Julie de La Femme de trente ans di Balzac.
    Ma lo è anche Ilona Staller, la pornodiva deputata al Parlamento italiano negli anni ’80, che, con il movimento accentato, aveva un’andatura di base di Bolina Larga che, per l’opposizione caratterologica amorfonervoso-sentimentale (nEnAP + EnAP / EnAS), ha innesti espressivi da Grande Lasco al Passo. I 4 Regolatori di intensità sono: Forza bassa – , Tempo medio =, Spazio largo +, Flusso più o meno mobile =+. Essendo una longilinea mesomorfa, l’estensione del movimento è alta e bilaterale con l’orientamento direzionale diagonale/dimensionale (avanti≈indietro / sinistra≈destra). In effetti, un po’ come Fanni Ardant, Jennifer Lopez, da un lato, e come, forse, Dorina Vaccaroni e la Nikita dello sceneggiato televisivo o Sonia Braga, dall’altro, Ilona Staller accentava nell’andatura tutta la sua opposizione caratterologica: da un fattore primario di Bolina (amorfo-nervoso) al fattore secondario del Passo o del Grande Lasco (sentimentale-flemmatico).
    Loosely (largamente, dissolutamente) ma close-hauling, tirando serrato, o close the wind, stringere il vento: un’andatura slack (allascata) sailing close (veleggiando chiusa).
    (da: V.S.Gaudio, La maneira de andar di Sandra Alexis.Estetica e teoria dell’andatura, “Lunarionuovo”n.15, aprile 2006)

    Commento di v.s.gaudio | marzo 8, 2010 | Rispondi


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