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VOLEVO FARMI (una) SUORA

La voce di Claudia Koll, dall’altra parte del telefono, arriva serena e cristallina. «Scusa la fretta ma sto partendo per Vicenza, dove mi aspettano al Festival biblico». Ci vorrebbe in effetti più tempo per parlare di Dio, di una conversione sofferta, di una pace ritrovata che, oggi, l’attrice testimonia nelle chiese e nell’incontro con i sofferenti.

(La devota Claudia Koll mentre le torna la voglia di cazzo )


Quando la chiamo, sta facendo le valigie per la cittadina veneta: leggerà brani del Vecchio e Nuovo Testamento accanto a un relatore illustre, Gianfranco Ravasi. Due giorni prima a Genova, dal pulpito che fu del segretario di Stato Tarcisio Bertone e oggi è del presidente della Cei, Angelo Bagnasco, le sue parole scuotono gli animi dei 700 presenti alla Serata eucaristica, nella cattedrale di San Lorenzo. «Sette anni fa, nel buio della mia stanza, sono stata attaccata dal demonio che voleva spingermi a odiare. Gli ho risposto che io ero nata per amare e allora lui ha cominciato a stritolarmi fisicamente, voleva uccidermi. Ho chiesto aiuto al Signore, recitando il Padre Nostro con il crocifisso tra le mani. La mia preghiera è diventata un grido e Dio è intervenuto, una luce è filtrata nella stanza. Ero in peccato mortale. Eppure Lui, Padre misericordioso, mi ha difesa e salvata».

«Ho ricevuto un’educazione religiosa e ho frequentato una scuola cattolica», ha continuato Claudia. «Mia nonna, non vedente, era molto devota al Sacro Cuore di Gesù e alla Madonna di Pompei. Eppure io dopo la Cresima, come tanti adolescenti, mi sono lasciata catturare dal mondo. Non riuscivo più a distinguere la differenza tra il bene e il male, mi sentivo persa. Ma dopo quell’episodio, ho cercato il Signore recuperando la confessione e la comunione. E andando a messa tutti i giorni».

Ieri musa di Tinto Brass in “Così fan tutte”, poi star formato famiglia in “Linda e il brigadiere” e “Valeria, medico legale”, da tempo Claudia Koll accetta solo parti che siano in sintonia con la sua nuova anima. «Perché non voglio più proporre modelli negativi», dice. «E perché», confida, «ho capito che sono chiamata a operare attraverso i talenti ricevuti dal Signore. Ma, non lo nego, all’inizio ho pensato di farmi suora: Lui era entrato in modo così prepotente nella mia vita che ho creduto d’essere chiamata in quella direzione».

(Una giovane Claudia Koll nel film “Così fan tutte” di Tinto Brass)


La scenografa Antonella Ruberti ha raccontato come il marito sia guarito da un tumore dopo le preghiere con Claudia alla Divina Misericordia: «Era l’invocazione di Faustina, la mistica fatta santa da Papa Wojtyla». Lei, la Koll, non vuole etichette. Né essere considerata l’attrice che accetta solo ruoli religiosi come quello di Anna, la pia donna nel San Pietro televisivo. A teatro interpreta la commedia di Neil Simon, “Il prigioniero della Seconda strada”. Sogna un ruolo brillante, mentre pensano a lei per portare la rossa Ilda Boccassini sullo schermo. Intanto non disdegna parti con le piccole produzioni, anzi. Nel 2004 ha recitato in un film sulla vita di san Giuseppe Cottolengo, realizzato dalla casa di produzione dei frati cappuccini. Quest’anno ha partecipato al Festival indipendente della provincia di Foggia con “Chiaroscuro”. E si è prestata per un cameo in “Petali di rosa”, storia sulla fondatrice delle Orsoline. La prova più emozionante è però la lettura delle poesie di Wojtyla.
«Tutta la vita ho cercato amore, ma nel modo sbagliato», dice ancora nella Cattedrale. «Una volta pensavo soltanto al lavoro e ai vestiti, al trucco, all’aspetto fisico. Perdevo tempo di fronte allo specchio. Ma da quel giorno speciale è nata una nuova Claudia. Più bella di prima perché tutte le mattine vado a farmi una lampada, nel senso che entro in chiesa per cercare la luce del Signore». «Un giorno sono andata nella chiesa di Santa Anastasia, a Roma», ha raccontato. «Volevo l’aiuto di Dio e un sacerdote mi disse: “Cosa cerchi da Lui?”. E io: “Niente, sono una peccatrice”. Quando mi segnò sulla fronte, sentii che il mio cuore si apriva e si riempiva di Gesù. Le ginocchia si sono piegate, mi sono dovuta sedere e ho cominciato a piangere… Era la risposta del Signore».

I fedeli genovesi ascoltano attenti le sue esperienze: «In via della Conciliazione, nella mia città, vidi un ragazzo che camminava curvo. Era un malato di Aids, i Cristi del nostro tempo. Gli ho messo tra le mani un rosario che mi aveva dato il Papa. Nei miei pellegrinaggi in ospedale, al seguito di mia madre malata, conobbi una ragazza con la leucemia. Aveva perso la speranza. La presi, la portai nella cappella, e insieme pregammo: Elena superò la crisi».

(Indimenticabili scene anali)


La testimonianza della giovane donna vibra nel sito delle Opere del Padre, l’associazione fondata due anni fa dalla Koll con progetti umanitari in Congo e Burundi. L’Africa l’aveva conquistata quando era collaboratrice della Ong salesiana Vis. Così la ricorda Antonio Raimondi, all’epoca presidente: «Cercavo una testimonial credibile, che sposasse la nostra causa nei luoghi della sofferenza. Lessi un’intervista alla Koll in cui accennava al suo cammino di fede e, nonostante l’ostracismo dei miei colleghi, scelsi lei. Facemmo tre viaggi, dal 2002 al 2004, in Etiopia e Burundi. Sull’auto ci chiedeva di recitare il rosario. Dopo i primi contatti con la Chiesa missionaria, capì che il suo impegno non poteva limitarsi ai sofferenti più vicini a lei. Così da testimonial divenne testimone, raccontando la sua esperienza, condividendo il dolore che avvicina a Dio dopo la vittoria sul maligno. Il male la utilizzava come strumento: più lei si avvicinava alla Verità, più le proponevano ruoli che inducono in tentazione».
Claudia ha lasciato la sua casa romana ai Parioli, il quartiere degli attori, per tornare nel più popolare Montesacro: qui abitano mamma Laura, papà Basilio e la sorella Lucilla. E sempre in giro per l’Italia a testimoniare la sua fede e per fare questo ci vuole forza, ma soprattutto coraggio. Quelli come lei suscitano sospetto, risate di scherno, e invece sono dei privilegiati: non hanno più paura di cadere, non temono più nulla.

Thanx DAGOSPIA

giugno 12, 2007 - Posted by | Culi, Devolution, Sex in the 21st Century

6 commenti »

  1. ti ho scritto immensamente col cuore claudia ma invano non ho avuto risposta,
    Mi chiamo ester ho 43 anni sono una persona timita ma quando conosco qualquno do tanto e sopratutto non mi arrendo.
    Come adesso, ti ho visto alla testimonianza a udine mi ha colpito la tua fede e la tua calma ho sempre con me la tua coroncina della misericordia la tengo col cuore sempre vicina spreo un tuo scrittomperchè vorrei approfondire a tua fede e avicinarmi a te ho bisogno poi ci metteremo d’accordo a presto ester

    Commento di Ester | agosto 11, 2008 | Rispondi

  2. è possibile essere in contatto con claudia koll ester urgentemente

    Commento di Ester | agosto 11, 2008 | Rispondi

    • ciao claudia chi ti riscrive è ester e sei bravissima ti faccio sempre i complimenti.
      Non ti ho dimentica sono ester di Udine ed ero cosi’ felice del tuo incontro, che sarei stata per ore.
      Come stai t+. io bene il mio lavora sempre quello insomma la mia vita è regolare.
      Ti avevo mandato un biglietto di auguri di Buona Pasqua non so se ti è arrivato.
      Sei a Roma non vedo l’osra di vedere via crucis deve essere meravigliosa comunque sempre tanti complimenti ciao Ester.

      Commento di Ester | marzo 23, 2010 | Rispondi

  3. come poter scrivere a claudia koll ester

    Commento di Ester | agosto 11, 2008 | Rispondi

  4. anocora sto’ aspettando immensamente tua risposta claudia aspetto con ansia sai giè chi sono poi ti raccontero’ ester

    Commento di Ester | agosto 26, 2008 | Rispondi

  5. ester sto male anch’io.
    ti prego di darci cenni di vita al più presto.

    Che la pace sia con te,
    el6ato.

    Commento di el6ato | novembre 14, 2008 | Rispondi


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