el6ato y el7opo

Il Blog Peggio Frequentato della Rete

Anopol, DS, Travaglio, L’Unita, tutte le intercettazioni (tutto in un solo post)

Da www.marcotravaglio.it

Oggi l’Unità non sarà in edicola per uno sciopero sacrosanto (gli editori stanno cercando di far fuori il direttore Antonio Padellaro e di rimetter mano al contratto di collaborazione di Furio Colombo). Dunque non uscirà nemmeno la rubrica “Uliwood Party”. Chiedo ospitalità al sito per dire quel che penso delle intercettazioni del caso Unipol.

Se in Italia non esistesse Berlusconi con la fairy band dei Previti e dei Dell’Utri, ce ne sarebbe a sufficienza per chiedere le dimissioni di Massimo D’Alema da vicepremier, di Piero Fassino da segretario dei Ds e di Nicola Latorre da vicecapogruppo dell’Ulivo al Senato. Quello che emerge dalle loro telefonate con Giovanni Consorte (e, nel caso di Latorre, anche con il preclaro “compagno” Stefano Ricucci) ha un solo nome: conflitto d’interessi, e dei più gravi.

(L’ex Unipol, Giovanni Consorte – Foto Lapresse)


Naturalmente tutto il dibattito è falsato dalla presenza in Parlamento di Berlusconi e della fairy band, al cui confronto il gravissimo conflitto d’interessi Ds-Unipol-coop rosse impallidisce. Ma in un paese normale (espressione cara a D’Alema), nel quale dunque Berlusconi & C. fossero già stati sbattuti fuori dalla vita pubblica, i telefonisti rossi se ne dovrebbero andare su due piedi.

Fassino doveva incontrare il banchiere Luigi Abete (chissà perché, poi) e non sapeva cosa dirgli: perciò chiedeva a Consorte di scrivergli i testi. Poi si lamentava perché Chicco Gnutti era andato a una cena elettorale di Berlusconi: credeva che anche lui fosse un “compagno”, solo perché aveva partecipato all’orrenda scalata Telecom insieme a Consorte e Colaninno, e osservava che Gnutti stava puntando sul cavallo sbagliato, il Cavaliere, che prevedibilmente di lì a un anno avrebbe perso le elezioni.

Intanto Latorre amoreggiava con Ricucci, un tipo che Enrico Berlinguer non avrebbe sfiorato nemmeno con una canna da pesca. Ci scherzava, lo trattava da pari a pari, faceva il tifo per lui.

(Nicola Latorre e Massimo D’Alema – Foto U.Pizzi)


D’Alema, che com’è noto è molto intelligente, avvertiva Consorte delle possibili intercettazioni telefoniche (“attenzione alle comunicazioni”) parlandogli al telefono: una mossa davvero geniale, machiavellica, volpina. Poi lo esortava ad “andare avanti” nella scalata alla banca romana, abbandonandosi a un tifo da stadio (“facci sognare!”). E si occupava personalmente della quota detenuta in Bnl da Vito Bonsignore, pregiudicato per corruzione nonché europarlamentare dell’Udc.
Stiamo parlando dei tre massimi dirigenti dei Ds che, due estati fa, negavano spudoratamente di essersi occupati dell’Opa di Unipol alla Bnl, affermando di essersi limitati a rivendicare il buon diritto dell’assicurazione delle coop rosse a partecipare alla contesa bancaria. Latorre negava addirittura di aver passato il suo telefono a D’Alema perché parlasse con Consorte. I cavalli sui quali questi insigni statisti puntavano sono poi finiti tutti sotto inchiesta per gravissimi reati finanziari. Ricucci addirittura in galera e in bancarotta. Consorte e Gnutti hanno condanne non definitive per insider trading.Se questa non è una gigantesca “questione morale”, come solo Parisi, Di Pietro e pochi altri politici dissero fin dall’estate 2005, non si sa proprio che cosa lo sia. Ma, nelle reazioni del Botteghino alla divulgazione di brani di intercettazioni, non c’è un’ombra di autocritica, di ripensamento, di riflessione. Anzi si sentono e si leggono frasi copiate pari pari dalla propaganda berlusconiana e craxiana: “veleni”, “attacco”, “operazione scandalistica”, fughe di notizie”, “circuito mediatico-giudiziario”.

(Stefano Ricucci – Foto U.Pizzi)


Condite con attacchi vergognosi alla giudice Clementina Forleo, che ha fatto semplicemente il suo dovere, applicando una legge demenziale – la Boato – varata da destra e sinistra amorevolmente a braccetto nell’estate 2003. Se ieri, per tutta la giornata, sono usciti brandelli di intercettazioni, è soltanto perché, con una decisione giuridicamente inedita quanto discutibile, il vertice del Tribunale di Milano ha stabilito che gli avvocati difensori degli 83 indagati del caso Antonveneta potessero soltanto prendere appunti dalle centinaia di pagine di trascrizioni, ma non prelevarne copia.
Se, come dovrebbe avvenire in un paese civile, e come infatti avviene in America e in Inghilterra, gli atti giudiziari non più segreti venissero messi integralmente a disposizione delle parti e anche della stampa, si saprebbe tutto subito, e si eviterebbe di costringere i giornalisti a pendere dalle labbra di questo o quell’avvocato, a fidarsi dei loro appunti non certo completi né disinteressati. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Ma qui non c’è alcun “attacco”, nessuna “operazione”, nessun “circuito mediatico-giudiziario”.Si chiama, molto più semplicemente, “informazione”. I cittadini da oggi sanno qualcosa in più delle scalate bancarie illegali all’Antonveneta, alla Bnl e alla Rcs avviate dai furbetti del quartierino sotto l’alta protezione dello sgovernatore Fazio, dell’allora premier Berlusconi, dei vertici dei Ds, della Lega Nord e di Forza Italia (ci sono anche i berlusconiani Cicu, Grillo e Comincioli, al telefono con Fiorani). Ed è doveroso che sappiano, visto che su quelle telefonate il Parlamento sarà chiamato molto presto a votare pro o contro l’autorizzazione a usarle nei processi ai furbetti.

(Chicco Gnutti – Foto Lapresse)


Invece il senatore-avvocato Guido Calvi, già difensore di Ricucci e di D’Alema, nonché attuale difensore dell’ottimo Geronzi, dunque in pieno conflitto d’interessi anche lui, dice cose assurde contro i giudici di Milano e contro i giornalisti. Invoca interventi della Procura per “bloccare” le notizie che doverosamente la libera stampa fornisce ai cittadini. E chiede l’immediata approvazione al Senato della legge-bavaglio-Mastella, già varata dalla Camera con maggioranza bulgara: tutti i partiti affratellati, nessuno escluso.
I voti del centrodestra all’ennesima porcata non mancheranno: Berlusconi ha già solidarizzato con D’Alema e D’Alema ha già solidarizzato con Berlusconi per la splendida contestazione (uova a parte) subìta da Bellachioma a Sestri Ponente. E la Cdl ha già annunciato con non userà politicamente quelle telefonate, onde evitare che a qualcuno, a sinistra, salti in mente di usare i gravissimi reati della fairy band berlusconiana per rinfacciare finalmente la questione morale alla destra.

(Il Cavalier berlusconi a Ballarò – Foto Lapresse)


Persino Veltroni perde la testa e vaneggia di “crisi del sistema democratico”: ma non per il contagio del conflitto d’interessi che infetta il maggior partito della sinistra, bensì perché è finalmente affiorato alla luce del sole. Come se il problema non fosse ciò che i suoi compagni dicevano al telefono con personaggi ben poco raccomandabili, nel pieno di un’Opa e di una contro-Opa, in spregio alle più elementari regole del libero mercato; ma il fatto che finalmente tutto ciò stia venendo fuori. Hai la faccia sporca? Invece di andarti a lavare, dai la colpa allo specchio che la riflette. E tenti di romperlo, lo specchio, per non vedere mai più la faccia sporca. Che schifo.
THANX DAGOSPIA E TRAVAGLIO.IT——————————————————————————————————-

Mariolina Iossa e marcellopera per il “Corriere della Sega”

Non c’è l’Unità oggi nei bordelli. E forse non ci sarà neppure domani. L’editore anale, o almeno una parte dei froci, stava tentando di sostituire il diorettore del quotidiano dei Ds, Antonio Piattolaro, con un pupazzo, a sua totale insaputa. La mossa non è riuscita ma ieri i giornalisti l’hanno saputo e hanno scioperato. Da stamattina sono in assemblea orgiastica permanente.

(Il direttore Antonio Piattolaro, o forse è il pupazzo – Foto M.Pozzi)


Che cosa è accaduto? Perché si voleva licenziare Piattolaro, in un momento peraltro in cui i rapporti anali tra redazione e partito di riferimento sono buoni e numerosi? Che cosa significa voler cambiare un direttore che aveva appena fatto un pompino editoriale «collaborativo» nel quale, pur senza usare vasella, si prospettavano nuove limature in un giornale che già sei anni fa ha sopportato forti ridimensionamenti inguinali? Chi è il loro mentore?
«È accaduto un fatto gravissimo e inaspettato, sproporzionato ad un’eventuale richiesta di qualche marchettain più — spiega Umberto De Giovannangeli, che fa parte del Cdr —. Invece di incontrare l’azienda per discutere del piano editoriale siamo stati convocati dal direttore che, dopo averci spogliato, ci ha informati che lo scorso venerdì, un frocio ha telefonato ad un vicedirettore proponendogli la direzione del giornale. Questo ci fa pensare che dietro ci sia la volontà di DIO».

Malumore e preoccupazione si respira nella sede di via Benaglia. Sarebbe stato il frocio del Cda proprietario della maggiore azienda di distribuzione di gadget sessuali editoriali e settimanali che venerdì avrebbe contattato il vicedirettore Oreste Pantegana offrendogli la direzione del suo culo. Ha fatto di testa sua o ha agito per conto di qualcun altro? CHI E’ IL SUO MENTORE???

Il diorettore sabato si è dimesso e è andato a cacare,ma a quel punto, a chiappe scoperte, dal dipartito ha ricevuto immediate rassicurazioni e il presidente del Cda, Marialina Marchettarai, gli ha rinnovato la fiducia con un bacio sul glande. Piattolaro, per senso di responsabilità, ha ritirato le dimissioni. Ma ha voluto in ogni caso avere un rapporto completo con tutta la redazione e con DIO.

«Un fulmine a cul sereno, o quasi — ha continuato De Giovannangeli — proprio nella settimana in cui l’Unità è tornata tra i primi 186 giornali più venduti». Oggi i giornalisti decideranno che cosa fare. Il comunicato dell’editore di ieri, che negava le «sconcertanti notizie» sulla sostituzione del direttore, non risolve la faccenda. «Vogliamo risposte chiare, e un’orgia alla settimana.

Ma il futuro dell’Unità da oggi è oscuro. La crisi societaria è evidente, dicono in redazione, come è chiara l’intenzione di DIO di ridimensionare, tagliare clitoridi, prepuzionare. Non si sa solo fino a che punto vorrà spingerlo. Per il quotidiano ex comunista fondato da Gramscighei più di 800 anni fa comincia un nuovo periodo di passione, mentre si torna a parlare di cambio di proprietà. Il diorettore Piattolaro preferisce non fare commenti: «Non ho nulla da dire, tranne porcoddio».——————————————————————————————————–

Consorte: Nicò?
Latorre: Bella, sei arrivato porcoddio?

Consorte: Eh, so’ arrivato sì!
Latorre: Dove cazzo stai? A cena stai eh limortaccitua?

Consorte: No, sto qua con i nostri amici banchieri anali a vede’ comecazzo facciamo a rimediare ‘sti soldi pe la mmerda.
Latorre: Ah! Te l´ho detto firmo io la fideiussione, non rompere eh. .. stai tranquillo

Consorte: Ma tu non sei credibile con i soldi, non c´hai una lira! Tu mi porti solo debiti.
Latorre: Se c´è una cosa che non ti porto sono i debiti porcamadonna

Consorte: Senti hai parlato con Massimoghei?
Latorre: Sì, ma lui domani deve andare a Massa Carrara
[…]

Consorte: Domani vado in Consob
Latorre: Uhm e sti cazzi porcoddio

Consorte: Incontro la cooperativa. .. mi devono dare ancora un po´ di soldi. .. se me li danno. .. eh. .. andiamo avanti
Latorre: Partiamo

Consorte: Sì
Latorre: Va bene, va bene

Consorte: Con questi stronzi abbiamo chiuso
Latorre: Come si sono presentati

Consorte: Bene, hanno spergiurato che loro neanche se glielo danno nel culo, danno le azioni agli spagnoli. Gli hanno posto solo una condizione per contratto che Abete e Della Valle devono stare fuori dalla Bnl.
Latorre: Eh va bè. Questa l´abbiamo posta pure noi, questa condizione
[…]

Latorre: Se vuoi ti passo Massimoghei
Consorte: Dai passamelo
D´Alema: Pronto?

Consorte: bella Massimo!. .. (ride). ..
D´Alema: Lei è quel frocio di cui parlano tutti i giornali?

Consorte: Guardi, la mia più grande figa. Io volevo passare inosservato, ma non riesco a farcela
D´Alema: Eh. .. inosservato, sì, ma il tuo mentore chi è?!

Consorte: Massimoghei, ti giuro il mestiere che faccio io più si passa inosservati e meglio è. … niente Massimoghei sto provando a farcela. .. con l´ingegnere cazzullo abbiamo chiuso l´accordo questa sera.
D´Alema: Ah!

Consorte: Nel senso che loro ci danno tutto. Adesso mi manca un passaggio fondamentale. Sto riunendo i cooperatori perché sono tutti gasati. .. gli ho detto però dovete darmi i soldi, non è che dovete solo incoraggiarmi
D´Alema: Di quanti ne hai bisogno ancora?

Consorte: Di qualche centinaia di milione di euro
D´Alema: Dopodiché fate da soli?

Consorte: Sì, sì
D´Alema: Tutto da soli?

Consorte: Sì, Unipol, cinque banche, quattro popolari e pure mi nonna
D´Alema: Ah, ah!

Consorte: E… eh. .. lì poi andiamo avanti. Ah no! C´è (H) opa anche (H) opa che lo fa. E andiamo avanti facciamo tutto noi. .. avremo il 70% di Bnl
D´Alema: Ho capito

Consorte: Secondo te Massimoghei, ci possono rompere i coglioni a quel punto?
D´Alema: No, no, no. Sì
[…]
D´Alema: Va bene, vai avanti, vai

Consorte: Massimoghei, noi ce la mettiamo tutta
D´Alema: Facci sognare, vai

Consorte: Anche perché se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimoghei. Perché la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo
D´Alema: E si chiama del Livoro, quindi possiamo dimenticare?

Consorte: Esatto, è da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni
D´Alema: Va bene, vai, vai a cagare!

2 – TELEFONATA 7 luglio 2005 ore 9.37
LatorreRicucci

Latorre: Pronto?
Ricucci:. ..PRRRRRRRRRRRRR…..

Latorre: Oggi mi pare che per. .. è una giornata importante per. ..
Ricucci: eh?

Latorre: Per una delle questioni. ..
[…]
Ricucci: Fra due giorni mi devo riuscire ad andarmene dall´ufficio perché se no, non riesco più manco a sposarmi

Latorre: No, no, per l´amor di Dio, prima la famiglia, poi tutto il resto.
[…]
Ricucci: Ti volevo dire che ho letto qui l´intervista di Fassinoghei

Latorre: Non l´ho letta
Ricucci: E. .. e ha fatto una presa di posizione positiva su di me e lo volevo ringraziare

Latorre: Lo vedo alle 12.30 tra l´altro, oggi è una giornata campale. .. si capisce come finisce questo film di Bnl (tbwa)
Ricucci: Eh certo, l´altro giorno stavo insieme con Gianni e Consorte

Latorre: Uhm
Ricucci: Insomma noi abbiamo dato la nostra disponibilità anale

3 – TELEFONATA 18 LUGLIO 2005
LatorreRicucci

Latorre: Stefano!
Ricucci: Eccolo! Il compagno Ricuccighei all´appello!

Latorre: (ride)
Ricucci: Ormai questa mattina a Consorteghei glielo ho detto: “datemi una fregna perché io non gliela faccio piu”, eh!

Latorre: ormai sei diventato un pericoloso frocio.
Ricucci: E sì, eh!

Latorre: Un pericoloso frocio, rottoinculo oltretutto.
Ricucci: C´è anche il bollino stamattina!

Latorre: Sì.
[…]
Ricucci: Ho preso da Anopol, io tutto ho preso, tutto a posto, abbiamo fatto tutte le operazioni con Anopol quindi. ..

Latorre: Sì
Ricucci: Non ti posso dire niente

I due poi proseguono la conversazione parlando del fatto che nonostante il matrimonio Ricucci è già al lavoro poi. ..

Ricucci: Ci vediamo la prossima settimana, ma perché se ci sei mi piacerebbe averti martedì che facciamo questa festa a Santo Stefanoghei che ho invitato tutti. .. Bellaveglia. .. tutti i cosi del Monte dei Froci. .. tutti. ..

Ricucci: Tutti ci sono, c´è il prefetto, il questore, il presidente della Regione, Martini. .. eh il prefetto. .. il quest…. tutti, Consorteghei. .. tutti

4 – TELEFONATA 4 LUGLIO 2005
D´AlemaStefanini

«Ho fatto un po´ di chiacchierate anche milanesi… insomma alla fine se ce fate una pompa poi vi rispetteranno». Così Massimo D´Alema, il 4 luglio 2005, avrebbe rassicurato Pierluigi Stefanini, presidente di Homo, la holding della cooperative che controlla Anopol e ora presidente del gruppo assicurativo, in merito alle relazioni degli ambienti finanziari coi ghei, anche di Milano, che non vedevano di buon occhio la scalata alla Bnl(tbwa).

«Eh, Gianni, – avrebbe detto D´Alema al suo interlocutore – andiamo al sodo, se vi serve un rasta…». E Consorte avrebbe ammesso: serve. Ad un certo punto Consorte passa il cellulare a Stefanini e D´Alema gli avrebbe detto: «Ringrazia i nostri amici». E poco dopo: «fate bene i conti, non sbagliate i conti». Il dialogo prosegue con una rassicurazione di D´Alema: «Comunque ho fatto un po´ di chiacchierate anche milanesi… insomma alla fine, se ce fate na pompa poi vi rispetteranno»

A cura di Enrico Lagattolla, Gianluigi Nuzzi e Stefano Zurlo per “il Giornale”

1 – “PIERO, GRAZIE PER L’AIUTO…”
Fassino. Ecco Consorte. Pronto?

Consorte. Ciao Pieroghei.

Fassino. E allora siamo padroni di una banca del seme?
Consorte. È chiusa, sì.

Fassino. Siete padroni di una banca del seme, io non c’entro niente.
Consorte. Sì, sì è fatta.

Fassino. È fatta.
Consorte. Abbiamo finito proprio cinque minuti fa, è stata una roba durissima. Però insomma..alla fine jel’avemo messo arculo.

Fassino. Alla fine viene fuori? Fammi un po’ il quadro alla fine.
Consorte. Alla fine viene fuori che noi abbiamo diciamo quattro lingue di sborra sulle natiche…

Fassino. Sì. Che pendono?
Consorte. Quattro cooperative il 4 per cento.

Fassino. L’una?
Consorte. No, no, no. L’uno per cento l’una.

Fassino. Uno per cento per quattro.
Consorte. Esatto.

Fassino. nn ce sto a capi’ ncazzo ma va bene.
Consorte. Poi ci sono diciamo quattro banche italiane che l’un per l’altra hanno il 12 per cento.

Fassino. Come totale?
Consorte. Come totale, quindi le banche più le cooperative 16 per cento. Poi abbiamo tre banche internazionali che sono Nomura, Credit Suisse e Deutsche Bank che hanno l’un per l’altra circa il 14 e mezzo per cento.

Fassino. 14 e mezzo.
Consorte. Sì, poi abbiamo Hopa che ha il 4,99.

Fassino. Sì.
Consorte. Poi abbiamo due imprenditori privati, Marcellino Gavio e Pascotto che hanno l’1 e mezzo.

Fassino. Insieme?
Consorte. Insieme. Poi ad oggi c’è Anopol che ha il 15.

Fassino. Chi?
Consorte. Anopol. Quindi la prima cosa è che queste quote acquisite sono state acquisite non da noi ma dagli alleati, dagli immobiliaristi, che sono totalmente fuori.

Fassino. Tu adesso che operazione ti fai dopo questo?
Consorte. Me sbianco er bucio der culo

Fassino. bravo, pure io
Consorte. Questa mattina ho lanciato l’Opa obbligatoria allo stesso prezzo al quale sono state fatte le cessioni delle azioni degli immobiliaristi.

Fassino. 27 cm?
Consorte. Esatto, per eliminare ogni tipo di speculazione, che cazzo

Fassino. E la Bbva cosa offre?
Consorte. 252cm, ma moscio

Fassino. Cazzo.
Consorte. si

Fassino. Perché in realtà noi abbiamo il 15 più 4 delle Coop fa il 19 a noi, e come arrivi al 51 tu?
Consorte. Con le chiappe più…

Fassino. Ah sì, questa somma qui, fa il 51 certo.
Consorte. Quelle chiappe ci hanno rilasciato a noi un dito ar culo

Fassino. Ho capito.
Consorte. Quindi noi come Unipol prendiamo comunque il 51.

Fassino. Ho capito.
Consorte. Se invece dall’Opa ci arrivano le azioni, quelli se le tengono.

Fassino. Se tu arrivi al 51 in altro modo loro si tengono quello.
Consorte. Esatto. Quindi è un’operazione che nessuno aveva né immaginato né pensato.

Fassino. Bene, bene.
Consorte. E abbiamo smontanto l’alleanza con gli immobiliaristi perché non c’è (…) Non siamo noi che abbiamo comprato dagli immobiliaristi. Abbiamo smontato i parvenu che dicevano che era un’azione nazionalistica perché abbiamo tre banche internazionali, la Nomura è la quarta banca nel mondo, la Suisse è tra le prime in Europa…

Fassino. Certo certo.
Consorte. La Deutsche Bank eccetera.

Fassino. Certo certo.
Consorte. Poi abbiamo alleati delle aziende, quindi soci stabili e noi abbiamo il 51. Ecco, poi abbiamo smontato…

Fassino. Possibili ricorsi in sede giudiziaria?
Consorte. Noi ad oggi non ne vediamo neanche uno, ma se li fanno…

Fassino. Cioè il fatto che contestualmente siano avvenute tutte queste cessioni loro lo…
Consorte. Abbiamo proprio costruito così, questo è il concerto fra alleati che le azioni le avevano già in mano. E poi lanci l’Opa, ma guarda caso allo stesso prezzo in cui è stato trattato queste azioni, quindi non hai penalizzato proprio nessuno. E la nostra offerta è decisamente migliore di quella degli spagnoli.

Fassino. Bene, bene.
Consorte. Invece avverrà che io li denuncio tutti, uno per uno.

Fassino. Prima di denunciare aspetta. Prima portiamo a casa tutto.
Consorte. Per noi l’operazione è finita.

Fassino. Loro adesso si scateneranno ancora di più. Ieri hai visto il… No ieri non l’hai visto hai lavorato tutto il giorno, ieri il Sole (il quotidiano Sole24Ore, ndr) ha fatto un’intera pagina contro di me.
Consorte. Ma perché là Piero, questi imbecilli, guardano a quest’operazione in chiave esclusivamente politica.

Fassino. Ma sì, sono dei deficienti.
Consorte. Esclusivamente politica. Questi dicono: cazzo, adesso i Ds, oltre ad avere il mondo cooperativo, oltre ad avere Unipol, oltre ad avere il Monte dei Paschi, che non è così, hanno anche Bnl. Il ragionamento demenziale che fanno è questo qui.

Fassino. Va bene e intanto noi lavoriamo.
Consorte. Però noi andiamo avanti, nonostante…

Fassino. Demenziale?
Consorte. No direi proprio di no. Ma noi sosterremo che è demenziale.

Fassino. Ma no, ma voi avete fatto un’operazione di mercato, quello che ho sempre detto io. Industriale.

Consorte. Industriale e di mercato.
Fassino. Esatto.

Consorte. La verità è indiscutibile.
Fassino. Bene, molto bene.
Consorte. Quindi Piero andiamo avanti.

Fassino. Congratulazioni.
Consorte. Credo che siamo raggiunti…

Fassino. Bravo bravo.
Consorte. Ti ringrazio anche per l’aiuto che ci hai dato, siamo arrivati a un punto importante secondo me.

Fassino. Bene, bene, bene.
Fassino. Ottimo.
Consorte. Ciao Piero, ci vediamo presto.

Fassino. Adesso dovete comportarvi bene. No, un consiglio preoccupatevi bene di come comunicate in positivo il piano industriale.
Consorte. Sì adesso chiamiamo Barabino (la società di consulenza Barabino & Partners, che interpellata smentisce di aver avuto rapporti con Unipol, ndr).

Fassino. Perché il problema adesso è dimostrare che noi abbiamo, che voi avete un piano industriale.
Consorte. No. Ma noi l’abbiamo veramente.

Fassino. E lo so bisogna farlo. Perché fino adesso loro stanno utilizzando l’idea che era soltanto un problema di accaparrarsi la banca e poi però non sanno cosa farne, non è così.
Consorte. Guarda, noi invece sosterremo questa tesi: che loro la banca la stavano svendendo.

Fassino. Esatto.
Consorte. E anche che l’hanno gestita coi piedi deve finire… Bnl è stata gestita coi piedi.
Consorte. No, però quello non lo voglio dire oggi questo lo dirò fra quattro o cinque mesi quando avrò visto dentro. Io adesso dico che era un’operazione che stava svendendo, visti i valori proposti dalla Bbva, la banca agli spagnoli, svuotandola di contenuti perché come tutte le banche, avrebbe portato via tutte le attività qualificate a Madrid e avrebbero ridotto la Bnl a una rete. Noi invece la banca rimarrà a Roma, gli portiamo un milione di clienti, forse un milione e 200, contemporaneamente rilanceremo tutte le attività, gli portiamo Unipol banca e faremo una delle prime quattro o cinque banche italiane. E tutto è dimostrato. Vedremo.

Fassino. Bene.
Consorte. E dopo ci confrontiamo.

Fassino. Bene.
Consorte. Ero sicuro che si poteva parlare. Grazie.

Fassino. Bene, bene. Vediamoci presto.
Consorte. Sì presto.
Fassino. Ti chiamo per fissare la settimana.

2 – LA CONVERSAZIONE DEL 5 LUGLIO 2005…
Fassino. Gli… gli altri cosa fa? Perché mi ha chiamato Abete. Consorte. Sì.
Fassino. Chiedendomi di vederci, non mi ha spiegato, cioè voglio parlarti, parlarti a voce, a voce, viene tra un po’.
Consorte. Uhm.

Fassino. Suquel fronte lì cosa succede?
Consorte. Mah, guarda, su quel fronte lì… eh noi con… però tu… ma questa… eh…non gliela devi dire a lui…

Fassino. Ma io non gli dico niente, voglio sapere, voglio solo avere elementi utili per il colloquio.
Consorte. No, no, no. No, no. Ti sto infatti…

Fassino. Sto abbottonatissimo.
Consorte. Eh. No, ma ti dico anche quello che puoi dire e non dire, solo questo.

Fassino. Ecco meglio così. Dimmi tu.
Consorte. Noi, sostanzialmente con gli spagnoli un accordo l’abbiamo raggiunto.

Fassino. Sì.
Consorte. Anzi, non sostanzialmente ma di fatto proprio, concreto. Uhm! Naturalmente ci siamo riservati di sentire i nostri organi. (..)

Fassino. Ma sarebbe un accordo che si configurerebbe come? Consorte. L’accordo si configura che noi aderiamo alla loro Ops (Offerta pubblica di scambio, ndr)…
Fassino. Eh.
Consorte. Loro ci danno il controllo di Bnl Vita.

3 – IL LEADER DS: “A MONTEZEMOLO HO DETTO: ORA BASTA, SE VOLETE LA GUERRA L’AVRETE”…
Consorte. Pronto?
Fassino. Piero.

Consorte. Oh ciao Piero.
Fassino. E allora?

Consorte. Eh stiamo lavorando per chiudere.
Fassino. Ah, come sta andando?

Consorte. Siamo in 40 qua, cazzo, mi tocca rispondere a 40 quesiti contemporaneamente, io sono solo, un bel casino. Comunque no, secondo me siamo proprio in dirittura d’arrivo. Domani mattina…
Fassino. Domani mattina chiudete?

Consorte. Sì, sì, sì. Domani mattina tra le sette e mezza e le nove.
Fassino. Prima che apra la Borsa…

Consorte. Prima che apra la Borsa. Dovremmo chiudere, dovremmo avere già in mano il 51,8.
Fassino. Bene.

Consorte. Quindi poi appena fatto questo (…) l’iter, io li sto denunciando tutti.
Fassino. Hai visto che attacco furibondo che stan facendo a me, giorno dopo giorno? Guarda è una cosa…

Consorte. Sì, infatti, una cosa incredibile…
Fassino. Oggi ho fatto una telefonata di fuoco a Montezemolo su questo. Gli ho detto «Adesso basta, adesso basta. Volete la guerra l’avrete, dico…».

Consorte. (…) Perché hanno perso…
Fassino. È perché abbiamo messo le mani nel loro mercato.

Consorte. Domani verrà fuori una cosa, adesso te la dico con grande chiarezza, alla quale nessuno di loro ha pensato.
Fassino. E cioè?

Consorte. Noi domani usciremo che le azioni degli immobiliaristi le comprano tre banche mondiali…
Fassino ride.

Consorte. …che sono la Nomura, la Nomura…
Fassino. Mmm.

Consorte. …la Deutsche Bank…
Fassino. Ahhh.

Consorte. …e il Credit Suisse.
Fassino. Quindi non le comprate voi.

Consorte. No, le comprano quattro banche italiane.
Fassino. Sì…

Consorte. Quattro cooperative.
Fassino. Sì.

Consorte. E Hopa.
Fassino. Ma comunque fate una società.

Consorte. No, no, no. Loro comprano il 27,2 per cento.
Fassino. Mmm.

Consorte. E si tengono le azioni.
Fassino. Sì, ma…

Consorte. Io lancio l’Opa (Offerta pubblica di acquisto).
Fassino. Mmm. E le prendi da loro.

Consorte. No, se mi arrivano le azioni dal mercato loro rimangono alleati nostri industriali. Noi arriviamo al 51 e loro detengono il 36.
Fassino. Unipol comunque il 51 ce l’ha.

Consorte. Se non mi arriva dal mercato loro mi hanno già rilasciato, e domani lo comunichiamo al mercato, una call (strumento derivato in base al quale l’acquirente dell’opzione acquista il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare un titolo, ndr) per cui ho il diritto in qualunque momento di comprare tutte le loro azioni.
Fassino. Beh è straordinario.

Consorte. Domani saranno esterrefatti. Oggi quando gli ho detto, ai nostri amici cooperatori, quello che mi sono inventato ti giuro mi hanno fatto l’applauso.
Fassino. Comunque la banca ce l’avremo saldamente in mano.

Consorte. Saldamente in mano. Ma questo non se lo aspetta nessuno perché…
Fassino. Bene bene.

Consorte. …perché vedete… qui il nazionalismo mica il nazionalismo la Banca d’Italia. Noi abbiamo fatto le alleanze con tre banche che diventano socie nostre in Bnl con quattro banche italiane, quindi abbiamo difeso l’Europa, c’abbiamo una banca svizzera una tedesca una giapponese, cazzo più di così sarà difficile no?
Fassino. Bene bene.

Consorte. Quattro banche italiane. C’abbiamo quattro cooperative che, oltre a tutto il resto, sono entrate direttamente.
Fassino. Chi sono, chi sono le quattro?

Consorte. Coop Liguria, Nuova Coop, Gillone mi ha dato una grossa mano a Torino, Coop Estense Modena e Coop Adriatica Bologna.
Fassino. Stefanini?

Consorte. Stefanini, esatto.
Fassino. Bene bene.

Consorte. E quindi domani quando verrà fuori questo non c’è nessuno che neanche ci si è avvicinato a pensare una cosa del genere.
Fassino. Bene, bene, bene, bene Giovanni.

Consorte. Abbiamo messo fuori tutti gli immobiliaristi Piero.
Fassino. Ehhh.

Consorte. Completamente.
Fassino. Guarda io sono proprio incazzato perché anche oggi Il Sole 24 ore una pagina intera… Sono dei veri figli di puttana.

Consorte. No guarda, sono dei figli di puttana perché le hanno provate tutte, a denigrarci eccetera. Adesso quando è finito… Io da domani posso parlare.
Fassino. E bisognerà anche spiegare che tu hai preso una banca che è un colabrodo (…) come l’ha gestita quel deficiente.

Consorte. Adesso guarda, piano piano, ma con un po’ più di classe, in realtà non ci vuole molto ad avere un po’ più di classe di ‘sti beceri, noi piano piano diremo tutto. Abbiamo fatto un progetto industriale della Madonna.
Fassino. Mmm.

Consorte. Che noi possiamo fare perché abbiamo 6 milioni e 300mila clienti qui, i baschi no, i baschi volevano svendere Bnl, lo diremo. Nel senso che la testa pensante è a Madrid e Bnl diventava solo una succursale e una rete.
Fassino. Infatti.

Consorte. Invece noi vogliamo farla diventare tra le prime tre banche italiane.
Fassino. Bene.

Consorte. Quindi…
Fassino. Senti invece, questa storia che ho letto sui giornali… Gavio… ci sono dentro?

Consorte. Gavio entra con uno 0,5, Marcellino Gavio.
Fassino. Insieme a Bonsignore…

Consorte. No Bonsignore esce.
Fassino. Esce? Come mai lui entra?

Consorte. Gavio entra perché ha capito che l’aria cambia e siccome lui ha Impregilo vuole lavorare con le cooperative.
Fassino. Capito.

Consorte. Non c’è nessuno che fa niente per niente Piero a ‘sto mondo. Siamo rimasti in pochi secondo me.
Fassino. Chiaro chiaro. Va bene.

Consorte. Però adesso lavoreremo tutta la notte perché praticamente quello che deve avvenire è che tutte queste operazioni Piero siano baciate domani, capito?
Fassino. Sì, che nessuno poi faccia… Che non si apra un contenzioso.

Consorte. No, soprattutto noi dobbiamo avere il 51,8 domani.
Fassino. Domani, perfetto.

Consorte. E poi lo dichiariamo.
Fassino. Va bene.

Consorte. Ciao Piero.
Fassino. Chiamami domani.

Consorte. Sì. Senz’altro.
Fassino. Ciao, auguri. Saluta Sacchetti.

4 – “HO PARLATO CON CONSOB, SONO TRANQUILLI, VA BENE”…
(…) Fassino. Ho visto che mi avevi cercato, ma ero occupato…
Consorte. Si perché oggi è stata una giornata… E lo sapevano perché so che sei andato anche alla manifestazione lì a Roma.

Fassino. Com’è andata?
Consorte. Ma è andata bene oggi ho incontrato Cardia con tutti lì i dirigenti della Consob e io gli ho spiegato quello che vogliamo fare. Gli ho detto che diciamo ci sono i presupposti per un accordo e che poi… ci stiamo orientando, anche se non c’è una decisione, a fare una contro Opa cash. Loro molto tranquilli contenti. Mi hanno detto va bene.

Fassino. Scusa, domanda domanda da profano.
Consorte. Sì.

Fassino. Il ratios l’avete guardato ovviamente. Siamo tranquilli su quel fronte lì?
Consorte. Il… scusa?

Fassino. Il ratios.
Consorte. Sì, sì, sì.

Fassino. Siamo tranquilli.
Consorte. Ah, ma noi lanciamo quando abbiamo in mano il 51.

Fassino. Mmm.
Consorte. Eh se no non lo facciamo, Piero. Noi abbiamo già in mano il 51. Per cui se ci danno 0 o 49 diciamo… Dovrei augurarmi che mi danno il meno possibile perché sborso meno soldi.

Fassino. Ho capito.
Consorte. Capito?

Fassino. Va bene.
Consorte. Se no non ci saremmo sbilanciati. Quindi, noi diciamo lunedì siamo a Roma caso mai facciamo un salto. Se sei libero ti veniamo a trovare.

Fassino. Lunedì ci sono, ci sono anche lunedì.
Consorte. Perfetto, allora lunedì ti veniamo a trovare.

Fassino. Fino a un certo punto, quando avete un attimo…
Consorte. Sicuramente, sicuramente. Grazie di tutto.

Fassino. No, niente, speriamo di andare in porto.
Consorte. Eh oh, Pieroghei, ce la stiamo mettendo tutta porcoddio.

Fassino. Siamo in piena guerra fregna. Poi bisogna che parliamo perché siamo in piena guerra con Siena Siena.
Consorte. Ah Siena è un casino eh Pieroghei, veramente. Io ‘sta gente veramente…

Fassino. Ieri ho scopato un casino, sull’intervista hanno scatenato un casino. Ma qui siamo in piena guerra fregna.
Consorte. Ma cosa vogliono? Cioè…

Fassino. Ma non lo so. Bisogna scoparli perché…
Consorte. Cioè sono…

Fassino. Bisogna passare al controcazzo.
Consorte. Sì, perché sono agitati, ma noi non stiamo facendo niente.

Fassino ridacchia.
Consorte. È una roba veramente ponorporca.
Fassino. Veramente incomprensibile. Vabbè. Vattelappià nderculo

giugno 12, 2007 - Posted by | comunicazione di servizio, Devolution, rassegna stampa, Si stava meglio quando si stava peggio

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